Economia

Parte la riconversione del polo di Gela

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Parte la riconversione del polo di Gela

Palermo - Un passo è stato fatto, ma la strada per l’attuazione dell’Accordo di programma per la reindustrializzazione dell’area di crisi complessa di Gela non appare né breve né priva di difficoltà. A metà agosto la giunta regionale siciliana ha dato il via libera al testo con annesso Piano di riconversione e riqualificazione, previsti nel protocollo sulla reindustrializzazione dell’area del novembre 2014, e dunque alla dotazione finanziaria complessiva di 25 milioni di cui 10 milioni messi a disposizione della Regione (a valere sul Piano di azione e coesione-Programma operativo complementare 2014-2020) e 15 milioni resi disponibili dal ministero per lo Sviluppo economico (a valere sulle risorse del Pon Imprese e competitività 2014-2020).

Previsti (in un’area che comprende 23 comuni a cavallo tra le province di Caltanissetta, Ragusa, Catania e Enna) interventi per la promozione di iniziative imprenditoriali in grado di sostenere l’economia locale e tracciare traiettorie di sviluppo sostenibile e un’azione di promozione di servizi e misure di politica attiva finalizzata alla riqualificazione e al reimpiego dei lavoratori del bacino. Nella delibera esitata ad agosto viene esplicitata comunque la scelta di finanziare solo i progetti di investimento che siano superiori a 1,5 milioni.

L’approvazione della delibera è un passaggio fondamentale che è stato giustamente sottolineato dalla presidenza della Regione anche se in assenza delle firme necessarie sull’Accordo di programma (sono coinvolti, tra gli altri, diversi ministeri) è ancora presto per dire che si «passa alla fase attuativa che verrà gestita da Invitalia»: «In pochi mesi e grazie alla collaborazione di tutti gli attori istituzionali siamo riusciti a imprimere un’accelerazione significativa alla ricerca di soluzioni per l’area di crisi complessa di Gela - ha detto il governatore Nello Musumeci -. Adesso abbiamo in campo un Piano ambizioso di riqualificazione e rilancio anche sul versante occupazionale, che potrà servire da modello per tutte quelle aree dell’Isola dove esistono impianti di raffinazione suscettibili di inquinamento come, a esempio, Milazzo e Priolo». E l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano ha messo l’accento sul coinvolgimento del territorio e del tessuto produttivo: «Il Piano di riconversione e riqualificazione - ha detto - non è un intervento calato dall’alto, ma nasce dall’ascolto del territorio che ha espresso un fabbisogno di investimento prevalentemente da parte delle piccole e medie imprese. Le Pmi saranno realmente le protagoniste del rilancio dell’area di Gela, considerato che ben il 98% delle 432 schede progettuali giunte al ministero per il bando per le imprese che propongono progetti di riconversione con investimenti superiori a un milione e mezzo di euro proviene proprio da loro».

Ma è proprio quest’ultimo punto a far storcere il naso a parecchie persone.  A fronte di una disponibilità di 25 milioni lo stesso ministero dello Sviluppo economico, al termine della call lanciata l’anno scorso, ha stimato un fabbisogno (frutto delle manifestazioni di interesse presentate) di oltre 1,6 miliardi. Turano spiega: «Intanto partiamo con le procedure e vediamo quanti realmente vogliono investire a Gela. Il dato concreto è che abbiamo sbloccato la pratica e ora siamo in condizione di partire». Il presidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese invece è di altro avviso: «Se si vuole veramente rianimare quell’area e darle una vocazione dipende dalle risorse - dice Albanese - che in questo momento sono pochissime. Bisogna fare attenzione a non illudere gli imprenditori: occorre trasformare le parole in fatti e capire anche la qualità dei progetti che verranno finanziati. In questo momento tutto mi sembra nebuloso: rischiamo di pensare che abbiamo risolto un problema e invece lo abbiamo aggravato».

I sindacati chiedono al presidente della Regione di non firmare l’Accordo: «Abbiamo scritto lettere, chiesto incontri , convocato i sindaci registrando una diffusa partecipazione e l’assenza del Comune di Gela - dicono Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania (Cgil, Cisl e Uil ) - facciamo appello al sindaco e al presidente della Regione affinché non si sigli nessun accordo, ci si fermi così da evitare un’intesa al ribasso».

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