Economia

L’ora legale fa risparmiare sempre meno

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consumi elettrici

L’ora legale fa risparmiare sempre meno

Il risparmio c’è ma non più come una volta. Ogni anno i sette mesi di ora legale in Italia riducono di circa 550 milioni di chilowattora i consumi di corrente elettrica. A titolo di confronto, è come se ogni anno tagliassimo a zero i consumi di circa 200mila famiglie. Intanto dopo il sondaggio fra i cittadini europei la Ue sta pensando di abolire il cambio d’orario, ma cancellando la sola ora naturale per imporre la sola ora legale come se fosse «estate tutto l’anno» (per citare una canzone di Paolo Conte cantata da Adriano Celentano).

Il cambio d’ora è un beneficio ambientale, perché in Italia per produrre i chilowattora si usano ancora troppi combustibili fossili: il metano, e in misura modesta anche il carbone, rappresentano circa i due terzi della produzione elettrica italiana. Ma il risparmio di chilowattora diventa un beneficio ambientale considerevole soprattutto per Paesi che marciano a tutto carbone, come la Polonia o la Germania.

Ma è un vantaggio tenere l’ora legale tutto l’anno come pensa la Commissione di Bruxelles? Non è detto. Perché i mesi in cui si risparmia davvero sono quelli delle mezze stagioni. Perché nell’Europa del Nord l’ora legale è un vantaggio d’estate ma una disgrazia d’inverno. Perché comunque il beneficio dell’ora legale si sta riducendo nel tempo a mano a mano che cambia la tecnologia e il modo di consumare la corrente.

Il vantaggio si riduce
Di anno in anno il beneficio dell’ora legale in termini di consumo si sta riducendo. Diversi fenomeni cominciano a rendere sempre meno evidente l’utilità del cambio d’ora in primavera e in autunno: la corrente elettrica si usa sempre meno per illuminare.
L’elettricità una volta si chiamava “luce”. Oggi no.

GUARDA IL VIDEO / Oggi con l'ora legale si risparmia di meno »

Oggi l’elettricità serve soprattutto per servizi non legati alla disponibilità di luce, come la forza motrice, i compressori di frigoriferi e surgelatori domestici o industriali, il raffreddamento delle unità di elaborazione dati e dei computer, il funzionamento di ospedali aeroporti ferrovie e così via.

Inoltre anche per illuminare la diffusione dei led, che risparmiano corrente a bizzeffe, rende sempre meno importante la produzione di corrente notturna.

QUATTRODICI ANNI DI RISPARMI LEGALI
L'energia non consumata in Italia grazie al cambio d'orario, in milioni di chilowattora (Fonte: Terna)

I consumi risparmiati
Due numeri a confronto per mostrare come il risparmio dell’ora legale sia meno rilevante. Dieci anni fa il cambio d’ora consentiva di tagliare circa 640 milioni di chilowattora (645 nel 2007, 646 milioni di chilowattora nel 2008), ora si ragiona su un risparmio collocato sui 560 milioni di chilowattora (567 milioni di chilowattora risparmiati nel 2017).

Secondo i dati elaborati da Terna, dal 2004 al 2016 il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all'ora legale è stato complessivamente di 7,97 miliardi di chilowattora, e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di oltre 1,3 miliardi.

Si risparmia soprattutto in ottobre e aprile
Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggiore risparmio energetico stimato da Terna è ottobre, con 164 milioni di chilowattora di risparmio (pari a circa il 30% del totale). In second'ordine, il mese d'aprile.

Infatti l'efficacia maggiore si ha nei periodi transitori delle mezze stagioni, quando il divario sulle ore di luce comincia a farsi apprezzabile, mentre ha minore effetto durante l'estate piena quando la luce naturale dura molto a lungo.

Spostando in avanti le lancette di un'ora, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, poiché le giornate sono già più “lunghe” rispetto ad aprile, l'effetto “ritardo” nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

La maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta soprattutto all'uso dei condizionatori d'aria, indipendente dall'ora legale poiché dipende solamente dal clima e dalla temperatura, e non al maggior numero di ore di luce naturale.

Come funziona in Europa
Diversa la percezione del disagio che molti affermano di dover subire non tanto per la “perdita” di un’ora di sonno nel giorno del cambio (sonno che viene ricuperato in ottobre con il ritorno all’orario solare) bensì soprattutto per lo spostamento leggero del ciclo sonno-veglia.

L’Europa ha uniformato per tutti i Paesi l'introduzione dall'ultima domenica di marzo fino all’ultima di ottobre.

Lo spostamento di orario avviene in contemporanea in tutta Europa fra le 2 e le 3 di notte (tra l’1 e le 2 per i Paesi sul meridiano di Greenwich, fra le 3 e le 4 del mattino per i Paesi dell’Est Europa), ora in cui in tutta Europa c’è la minore circolazione di treni e aerei.

Nel 1916 la prima volta
L'ora legale fu introdotta un secolo fa, durante la Prima Guerra Mondiale, da quasi tutti i Paesi europei per ridurre i consumi elettrici per l’illuminazione, a quei tempi l'uso di gran lunga maggiore dell’elettricità mentre oggi l’illuminazione è secondaria nella formazione della domanda elettrica.
In Italia la decisione è contenuta nel Decreto Legislativo luogotenenziale n. 631 del 25 maggio 1916, e rimase in vigore ancora qualche anno dopo la fine della guerra.

Due regimi politici e due regimi d’orario
L’ora legale fu introdotta di nuovo durante la Seconda Guerra Mondiale per un periodo lunghissimo e continuato senza interruzoni, dal 14 giugno 1940 (l’entrata in guerra dell’Italia avvenne il 10 giugno) fino al 2 novembre 1942. Quando l’Italia dal ’43 al ’45 era divisa tra Repubblica Sociale al Nord (occupata dai tedeschi) e Regno d’Italia (liberato dagli alleati) il Paese ebbe due regimi diversi anche nell’orario.
L’ora legale diventò stabile dal 1965 (legge 503) e fu applicata dal ’66, dall’ultima domenica di maggio all’ultima di settembre. Poi fu uniformata con l’Europa.

Vantaggi economici
Dal punto di vista economico il beneficio varia secondo il valore del chilowattora risparmiato. L’anno passato, quando un chilowattora costava in media al cliente domestico tipico circa 18,63 centesimi di euro (al lordo delle imposte), la stima del risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2017 è pari a 104 milioni di euro.
Una decina d’anni fa il risparmio era più contenuto:
• 80 milioni di euro risparmiati nel 2006
• 84,3 nel 2007
• 99 nel 2008
• 93 milioni di euro risparmiati nel 2009.

La Russia solo ora solare
Mentre l’Europa pensa di collocare la sola ora legale, la Russia nel 2011 ha abolito l’ora legale dopo trent'anni anni di alternanza con quella solare, ritenendo l’alternanza una «pratica fonte di stress e di malattie». Rono rimasti invece in vigore gli undici fusi orari differenti sul territorio russo, che si estende dal confine con la Polonia fino a sfiorare l’Alaska.

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