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«A me gli occhi»: tra selfie ed etichette parlanti, il supermercato tradizionale sfida Amazon

Quando si dice basta uno sguardo. Uno sguardo lungo circa un secondo e mezzo, verso una mini telecamera all’ingresso del punto vendita, in grado di far riconoscere i clienti al cervellone informatico, così da proporre loro – attraverso un’app sullo smartphone – offerte e promozioni su misura: per celiaci ad esempio, o vegani, diabetici, salutisti o sostenitori del biologico.

Riconoscimento facciale

A oggi il primo sistema di riconoscimento facciale nella Gdo in Italia è in fase di sperimentazione nel laboratorio del gruppo VéGé a Milano, sviluppato con l’Università di Parma grazie a una partnership tra VéGé e quattro big del largo consumo: Barilla, Coca-Cola, Ferrero e Lavazza. Entro l’autunno il sistema farà il debutto all’interno di un punto vendita del gruppo, a Nocera Inferiore. «Dal punto di vista tecnologico ci siamo: ora dobbiamo capire se funziona anche dal punto di vista della clientela – spiega l’amministratore delegato di VéGé, Giorgio Santambrogio –. Ovvero se serve a rendere più fruibile il punto vendita e rendere più gradevole l’esperienza d’acquisto». Innanzitutto, precisa l’ad, non c’è alcuna invasione della privacy: soltanto chi lo vorrà, potrà scaricare l’app sul proprio telefonino, scattare un selfie che poi verrà incrociato dalla telecamera all’ingresso del supermercato: a quel punto il sistema attribuirà al cliente un codice numerico con le informazioni utili (preferenze, intolleranze, scelte alimentari ecc...), per guidarlo nella spesa, al momento limitatamente ai prodotti dei marchi coinvolte nel progetto. Il sistema non sarà tuttavia applicato a tutti i prodotti o in tutti i negozi del gruppo: per ora si tratta di un progetto di ricerca, utile a sperimentare nuove tecnologie che in futuro potranno essere implementate, con l’obiettivo di migliorare offerta e servizi e garantire un futuro ai punti di vendita fisici, nella sfida sempre più difficile con i competitor dell’ecommerce, come Amazon.

Geofencing e beacon
Sarà invece operativo entro Natale, con l’obiettivo di essere poi esteso a tutti gli oltre 3mila negozi del gruppo, il sistema di geofencing che VéGé sta testando. Anche in questo caso si parte da una App, in grado di geolocalizzare l’utente, tramite Gps, in un raggio di 100 metri di distanza dal punto vendita e di accedere ad alcune informazioni personali (età e interessi) in base alle quali l’utente riceverà sul telefonino notifiche promozionali o informative. Una volta all’interno del negozio il sistema potrà inviare altri messaggi, più dettagliati, questa volta grazie ai beacon, dispositivi che funzionano via Bluetooth. «Una soluzione che interessa non solo la Gdo, ma anche i nostri fornitori, perché dà la possibilità di influenzare le scelte del consumatore fino allo scaffale», osserva Santambrogio, precisando che tutte queste tecnologie vanno usate con oculatezza e misura, per non risultare invadenti verso i consumatori.

Informazioni e trasparenza

Tra sperimentazione e applicazione si muove anche Coop Italia con il punto vendita di Milano Bicocca, erede dell’esperienza sviluppata durante Expo 2015 con il Supermercato del futuro. È qui – in uno spazio di 700 metri quadrati, con circa 6mila prodotti in vendita – che si testano le tecnologie più avanzate, che poi vengono eventualmente applicate – singolarmente – in alcuni punti vendita a livello nazionale. Tra queste, le cosiddette “Vele”, che forniscono ai clienti le informazioni sui valori nutrizionali, l’origine degli ingredienti, la stagionalità, oltre a quelle obbligatorie, di tutti i prodotti a marchio Coop. Al bancone dell’ortofrutta, ad esempio, basta puntare il dito su un alimento e automaticamente sullo schermo appaiono tutte le specifiche. Analogo scopo hanno i “Totem” (stazioni informative lungo le corsie) dove i clienti presto potranno anche sapere dove sono disposti nel negozio, per velocizzare gli acquisti. «Grazie a questa esperienza abbiamo raccolto una enorme base dati che ci permette di essere sempre più trasparenti nei confronti dei consumatori – spiega Luca Setti, responsabile ecommerce e Non Food di Coop che ci guida nella visita – rispondendo a un’esigenza crescente». Trasparenza e servizio: a questo devono servire le nuove tecnologie.

Etichette parlanti
Come le etichette elettroniche (o parlanti) sviluppate in collaborazione con Pricer Italia, applicate per la prima volta il mese scorso e in via di implementazione, che utilizzano la luce (e non Gps o Bluetooth) per trasmettere le informazioni. Già oggi questa tecnologia consente di aggiornare i prezzi nel modo più rapido e preciso possibile. A breve sarà possibile anche localizzare i prodotti all’interno del supermercato, rendendoli riconoscibili tramite luci o notifiche sui cellulari, favorendone la ricerca da parte dei clienti, ma anche da parte dei dipendenti che devono sistemare i prodotti sugli scaffali o fare la spesa ordinata online dai clienti.

Anche Pam Panorama ha a Milano un punto vendita che funziona anche come laboratorio: nel supermercato di via Bazzini vengono testati quotidianamente progetti di innovazione: a breve entrerà in funzione un servizio di accesso wifi per tutti i clienti che, attraverso la connessione al Crm aziendale, calcolerà in tempo reale la risposta alle offerte promozionali, per valutarne l’efficacia.

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