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Dopo Milano Mimoto porta a Torino gli scooter elettrici Made in Italy

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Dopo Milano Mimoto porta a Torino gli scooter elettrici Made in Italy

Al grido «uno scooter per tutti», Mimoto arriva a Torino, a meno di un anno dal lancio nella città di Milano. Si tratta di un servizio di motosharing con flotta completamente elettrica e made in Italy. Lo schema è quello ben rodato in tempi di sharing economy: una start up con tre founder –Alessandro Vincenti, Gianluca Iorio e Vittorio Muratore, amici e soci –, business angel come Riccardo Cirillo e Federico Grom, un servizio innovativo all’insegna della sostenibilità e della condivisione.

La flotta torinese sarà composta di 150 due ruote: omologati per due persone, autonomia fino a 55 chilometri, tre modalità di guida, da 25 a 45 chilomentri orari, tariffe a partire da 0,23 centesimi e la libertà di usare il mezzo anche fuori città, ma con l’obbligo di lasciarlo all’interno dell’area operativa (Torino centro). Una app controlla accensione e sblocco del bauletto, oltre a segnalare il livello di carica.

Altra caratteristica è il servizio free floating, modello che supera il problema della carenza di colonnine per la ricarica: i mezzi hanno batterie estraibili, così gli operatori di Mimoto, dotati di un terminale per monitorare la flotta, sono operativi per cambiare le batterie scariche sugli scooter e garantire l’efficienza del servizio. Partner del progetto, sposato dall’amministrazione Cinquestelle di Torino, è Iren che ha inserito l’iniziativa nel suo piano a sostegno della mobilità elettrica i città e garantisce ai suoi clienti uno sconto sulla tariffa di affitto dello scooter.

Sostenibilità, condivisione e integrazione con la rete dei servizi pubblici sono le parole chiave utilizzate dai fondatori di Mimoto, una realtà molto giovane che ha una ventina tra operatori e collaboratori, metà dei quali impegnati nelle attività di logistica destinate a tenere carica la flotta. I 150 mezzi di Torino si affiancano ai 250 già operativi da ottobre scorso a Milano: tipologia del servizio e tariffe, raccontano i founder, sono stati messi a punto durante un workshop con gli studenti. Mimoto dunque punta decisamente ad una clientela giovane ma le potenzialità per incidere sugli stili della mobilità in città ci sono tutte.

Quattro i prototipi di due ruote analizzati da Mimoto, la scelta alla fine è ricaduta sullamoto elettrica prodotta dalla vicentina Askoll. «L’abbiamo fatto a Milano, non potevamo non farlo qui» racconta Vittorio Muratore. «Nella città che ha messo sulle ruote l’Italia intera, vogliamo provare a cambiare e innovare il modo di muoversi».

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