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La Basilicata diffida la Total. Tempa Rossa è già bloccata

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La Basilicata diffida la Total. Tempa Rossa è già bloccata

Il centro oli della Total in costruzione in località Tempa Rossa a Corleto Perticara (Potenza). Archivio Ansa
Il centro oli della Total in costruzione in località Tempa Rossa a Corleto Perticara (Potenza). Archivio Ansa

La vita del giacimento Tempa Rossa è cominciata con un sussulto, un singhiozzo e una diffida di spegnimento. Domenica la Total ha fatto una comunicazione alle istituzioni (in chiusura domenicale), ha lasciato trafilare il metano del sottosuolo dal giacimento Gorgoglione Uno fino all’impianto di prima raffinazione Tempa Rossa, dall’altra parte del piazzale, e ha acceso in via sperimentale la fiamma della torcia colossale. Forse sperava in una domenica di disattenzione. Invece i cittadini di Corleto Perticara hanno sentito per la prima volta il ruggito furioso della torcia accesa, hanno visto la fiamma in direzione di Masseria Fabbricato, il Comune di Corleto Perticara ha protestato e la Regione Basilicata ieri ha emesso una diffida con cui impone la fermata assoluta di tutto il colossale impianto petrolifero.

Si è bloccato subito così il primo tentativo di avviare il grande giacimento di Tempa Rossa, un giacimento da 50mila barili al giorno. Un barile è pari a 159 litri. Finora non è stato estratto nulla tranne questa prova d’avviamento da cui sono usciti insieme il petrolio e il gas.

Consumi in crescita
Secondo i dati dello Sviluppo economico elaborati dall’Unione petrolifera, in luglio gli italiani hanno bruciato forsennatamente ancora più petrolio, quasi 5,5 milioni di tonnellate, cioè 82mila tonnellate di petrolio in più rispetto al luglio 2017 le quali oggi vengono estratte in luoghi remoti, pagate a califfati e oligarchi e caricate sulle petroliere fumanti che volteggiano davanti alle coste italiane.

I pozzi
Il programma della Total prevedeva di fare in questi giorni le prove degli impianti del centro oli a Tempa Rossa. Il centro oli è una raffineria dove si svolgerà un primo trattamento sommario di metano e petrolio da mandare alle raffinerie. Gli impianti sono nuovissimi di vernice fresca.

Per provarne il funzionamento sono stati aperti i rubinetti del pozzo Gorgoglione Uno, mandando in serbatoi il petrolio che ne sgorgava e bruciando il metano nella torcia. Gradualmente sarebbero stati provati anche gli altri pozzi, il Gorgoglione Due, i Tempa Rossa Uno e Due e così via. Nei tre mesi prossimi sarebbero stati testati i monitoraggi ambientali insieme con l’Arpa Basilicata, con la Regione e con il ministero dell’Ambiente e sarebbero stati tarati i funzionamenti dei rilevatori e degli apparati.

Le contestazioni
Invece no. A causa della «mancata ottemperanza alle prescrizioni» stabilite in alcuni atti, la Regione Basilicata ha diffidato ieri la Total dal mettere in esercizio il centro oli «anche in forma di prova temporanea», dice l’assessore regionale all’Ambiente e all’energia Francesco Pietrantuono. Pietrantuono ha «stigmatizzato anche le modalità di comunicazione di Total che ha avviato le prove lo stesso giorno della nota».

Abbastanza oscuro il comunicato ufficiale della Regione: «Mancata ottemperanza alle prescrizioni riportate nella Dgr di autorizzazione n.1888/2011 e nell’allegato 1 della Delibera Cipe n.18/2012 che comportano l’impossbilità di avviare le attività di estrazione». Aggiunge la Regione che lo stesso atto di diffida è stato notificato al ministero dello Sviluppo economico «affinché valuti ogni utile azione di competenza in virtù delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione Ministeriale del 24/08/2018». La spiegazione della dichiarazione oscura è che le prove di estrazione dal giacimento sono necessarie prima dell’entrata in attività completa dell’impianto ma non possono avvenire senza che tutti i documenti preliminari siano stati concordati e approvati.

La Regione ritiene che la Total non abbia rispettato obblighi come il piano di monitoraggio dell’impianto e il piano di emergenza esterno, documenti che non esistono ancora perché previsti da un accordo ancora in corso di definizione e di un incontro tecnico previsto per il 14 settembre.

I giacimenti lucani
Nel frattempo, la Total aveva completato nei giorni scorsi l’assunzione di una trentina di giovani laureati, concordata con le istituzioni come forma di attenzione verso la società lucana, mentre però molte piccole e medie imprese della Basilicata si sentono escluse dalle commesse delle compagnie petrolifere.

In Basilicata c’è la zona dei giacimenti “storici” della val d’Agri, dove da secoli ci sono affioramenti naturali come la sorgente del petrolio a Tramùtola. In val d’Agri è attiva l’Eni con il centro oli di Viggiano. Fatica ad avviarsi Tempa Rossa della Total mentre la Shell sta cercando altri giacimenti verso il confine con la Campania.

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