Economia

Milano, per i giochi invernali si lavora (con calma) d’estate

  • Abbonati
  • Accedi
L'Analisi|DOSSIER CANDIDATURA OLIMPIADI

Milano, per i giochi invernali si lavora (con calma) d’estate

Tra le proposte contenute nelle 142 pagine del dossier col quale Milano si è ufficialmente candidata quale capofila del triangolo Milano-Torino- Cortina ad ospitare i cinque cerchi delle Olimpiadi Invernali del 2026, figura un nuovo Palazzetto dello Sport, di cui allo stato attuale è carente. Tra i progetti figura un’arena polifunzionale di circa 18mila posti, da realizzare al quartiere Santa Giulia-Rogoredo che in caso di assegnazione potrebbe ospitare le gare di pattinaggio di alta velocità. Le partite di hockey sul ghiaccio verrebbero disputate in parte al Palasharp da riadattare e riqualificare dal degrado, attualmente viene utilizzato come moschea, per ricavarvi 10mila posti. Mentre il curling, avrebbe come casa il nuovo Palalido, con i suoi 5mila posti in fase di continua ultimazione dopo otto anni di odissea tormentata della sua ricostruzione «particolarmente sfortunata», come ha riconosciuto lo stesso Sindaco Giuseppe Sala.

I lavori dopo l’ennesimo stop and go sono ripresi in estate, con una nuova impresa Sicrea Group di Modena da noi contattata. Nonostante sia stato annunciato per Luglio il crono-programma dei lavori non è stato ancora reso noto, come pure la data di consegna del palazzetto, i cui lavori fanno sapere «sono in corso» anche se dall’esterno sembrerebbe procedano a ritmo estivo. Sono proprio i tempi dilatati per la costruzione del nuovo impianto, che verrà rinominato in Allianz Cloud dopo il forfait di Armani, che lasciano perplessi sulla data di consegna dell’impianto, magari ben prima delle Olimpiadi, sempre che ci vengano assegnate.

In attesa del crono programma facciamo una breve cronistoria. Sono trascorsi poco più di sette anni, era l’inizio del 2011, dalla prima picconata data da Dan Peterson, Dino Meneghin e Sandro Gamba, che dette inizio alla demolizione del Palazzetto di Piazza Stuparich, durata ben 18 mesi, a causa delle tracce di amianto rinvenute nei lavori di scavo.
Dopo il necessario intervento di bonifica la ripartenza a settembre di 4 anni fa, durata solo 3 mesi a cui seguì un nuovo stop con tanto di lettera di diffida del Comune. Una situazione di stallo che costrinse Giorgio Armani a rinunciare a dare il suo nome al palazzetto. Sforato il termine dello scorso maggio – data di fine lavori annunciata dal Comune – il sindaco Sala solo a giugno ha potuto tirare un sospiro di sollievo per la ripartenza del cantiere, fermo dallo scorso marzo. Allo stato attuale a quanto pare si starebbe lavorando agli interni, è off limits l’area, di cui va sistemata la pavimentazione, prima di passare agli arredi, agli infissi e alle parti tecnico-sportive. Poi deve essere ultimata la parte esterna che ha ancora l’aspetto di un cantiere aperto. Dopo di che si dovranno fare i collaudi e ricevere le autorizzazioni per rendere agibile la struttura secondo gli standard di sicurezza. L’inaugurazione dovrebbe essere non prima del nuovo anno, è da vedere se all’inizio di anno o alla fine, a distanza quindi di oltre 8 anni, due cicli olimpici, dalla chiusura del glorioso Palalido.

Siamo certi dell’operosità meneghina nel caso di Giochi invernali assegnati al capoluogo lombardo come capofila, tuttavia resta evidente che serve ben altro ritmo per tirare la volata vicente. A causa dell’andamento poco edificante il Palalido, si è “giocato” le partite in casa dei neocampioni di Italia di basket dell’Olimpia Milano destinate al Forum di Assago.

© Riproduzione riservata