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Negozi chiusi domenica, anche l’e-commerce starà fermo fino al lunedì

Lo stop alle attività commerciali potrebbe riguardare anche l’e-commerce. Infatti il progetto di legge 526, con primo firmatario l’onorevole 5stelle Davide Crippa, si riferisce alle attività commerciali regolate dal decreto legislativo 114/1998. Secondo la presentazione del progetto stesso, le disposizioni riguardano anche «le forme speciali di vendita al dettaglio e legate all’e-commerce, di cui all’articolo 4, comma 1, lettera h» del Dlgs 114, con la conseguenza che «nei giorni festivi il consumatore potrà continuare a collegarsi ai siti di e-commerce, scegliere e completare l’ordine di un prodotto, ma dovrà essere chiaro che l’attività commerciale in questione, se si svolge in italia, non sarà esercitata in alcune delle sue fasi». Ciò dovrebbe significare che le fasi automatizzate di creazione dell’ordine di acquisto saranno possibili, ma poi l’ordine in quanto tale sarà gestito (a iniziare dalla preparazione del pacco) a partire dal giorno lavorativo seguente.

Il pdl 526 è uno dei cinque all’esame della Commissione attività produttive della Camera. In base a questo testo, orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali devono essere oggetto di piani redatti dalle Regioni, d’intesa con gli enti locali e sentito il parere dei comitati locali, delle organizzazioni di categoria, dei lavoratori e dei consumatori. Tali piani devono prevedere l’apertura del 25% degli esercizi per ciascun settore nelle domeniche e festivi, ma con un massimo di 12 giorni per ogni esercizio. Sono escluse da queste limitazioni le attività di somministrazione di alimenti e bevande, oltre a quelle elencate nell’articolo 13, comma 1, del Dlgs 114/1998 (tra le altre, quelle sulle autostrade, presso porti e stazioni, le rivendite di giornali, rivendite di monopoli), nonché quelle dei comuni turistici.

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Il pdl inoltre cancella l’articolo 31 del decreto legge 201/2011, cioè quello del governo Monti che ha previsto la libertà di apertura degli esercizi commerciali senza contingenti, limiti territoriali o di altra natura. Una previsione che consente tuttora libertà di insediamento, tranne nelle aree individuate da Regioni ed enti locali per motivi legati alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali. L’apertura senza il rispetto di numerosi limiti e prescrizioni (tra cui distanze minime, registri abilitanti, quote di mercato) resta prevista dall’articolo 3 del Dlgs 223/2006.

La cancellazione dell’articolo 31 del Dl 201/2011 è prevista anche nel progetto di legge 457 (prima firmataria l’onorevole leghista Barbara Saltamartini) in base al quale domeniche e festivi sono di chiusura, con l’eccezione massima di 8 giornate, di cui 4 domeniche a dicembre. In via generale orari di apertura e chiusure sono di competenza delle Regioni che adottano relativi piani d’intesa con gli enti locali e le organizzazioni di categoria. Esclusi dalla stretta i piccoli esercizi commerciali nelle località turistiche e nei piccoli comuni montani. Non previste deroghe per somministrazione di bevande e alimenti.

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Prevede al massimo 12 festività di apertura all’anno (escluse le ricorrenze più importanti) e secondo un piano triennale stabilito dalla singola regione, il pdl presentato dal consiglio regionale delle Marche.

Infine punta a rimette completamente questa materia all’iniziativa delle Regioni il progetto di legge di iniziativa popolare.

Il quinto progetto di legge, che ha come primo firmatario l’onorevole del Pd Gianluca Benamati, ripropone un testo già approvato dalla Camera nel 2014, ma poi non licenziato definitivamente dal Parlamento. E ha un’impostazione opposta rispetto agli altri quattro: nelle domeniche e festivi le aperture sono consentite tranne che per le 12 ricorrenze principali. Limite comunque riducibile a 6 su scelta del commerciante tramite semplice informazione al Comune. Questi ultimi possono promuovere accordi territoriali non vincolanti su orari e chiusure delle attività commerciali, eventualmente incentivandoli con agevolazioni sui tributi di loro competenza.

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