Economia

L’Aeroporto di Salerno ora attende la concessione dal Governo

  • Abbonati
  • Accedi
SVILUPPO AL SUD

L’Aeroporto di Salerno ora attende la concessione dal Governo

Per l’aeroporto di Salerno, che per decenni è stato una grande incompiuta, oggi i programmi sono chiari. Gesac (F2i) che gestisce lo scalo di Capodichino a Napoli, ha definito il piano industriale che prevede investimenti per 200 milioni da realizzare in due fasi: la prima, con 130 milioni di spesa per infrastrutture, la seconda da 70 milioni per ampliare la struttura. Ma per ora tutto è fermo in attesa che il ministero dei Trasporti rilasci la concessione richiesta da tempo dalla società Consorzio Aeroporto Salerno-Pontecagnano.

Tempi stretti per l’ad di Gesac
«Ci auguriamo che la decisione sulla concessione per la gestione totale dell’aeroporto di Salerno arrivi presto, altrimenti il rischio minimo è che perdiamo un anno», ha detto l’amministratore delegato di Gesac, Armando Brunini, in occasione di un incontro presso Confindustria Salerno. «Siamo convinti della validità del progetto industriale – ha spiegato – ma siamo un po’ preoccupati per i tempi perchè è parecchio che Salerno ha consegnato le carte». «Non si può preparare il bando se non si è titolari di concessione totale», ha rincarato Antonio Ferraro, presidente dell’aeroporto . Ferraro ha fatto presente che entro il 31 dicembre dovranno essere cantierati i lavori, altrimenti si rischia di perdere il finanziamento previsto dal decreto Sblocca Italia.

Rassicurazioni da leader industriali di Salerno
«Il ministro Luigi Di Maio mi ha detto che è assolutamente d’accordo sul progetto di rilanciare l’aeroporto – ha detto il presidente degli industriali e vicepresidente di Unioncamere Andrea Prete - e che della questione si sta interessando il sottosegretario Andrea Cioffi». Prete incontrerà Cioffi nei prossimi giorni.

Il piano industriale di Gesac
Sono previsti tre anni di lavori per costruire le infrastrutture. L’obiettivo è realizzare un’unica rete aeroportuale campana per gestire gli scali di Napoli e Salerno. «Il piano industriale – ha proseguito Brunini – prevede per i prossimi 15 o 20 anni un raddoppio del traffico aereo che Napoli da sola non riuscirebbe a sostenere. Pensiamo si possano raggiungere i 12 milioni di passeggeri a Napoli e circa 5 o 6 milioni a Salerno». Per attrezzare lo scalo sono previsti investimenti in due fasi. La prima con una spesa prevista di 130 milioni (finanziati da Sblocca Italia e Regione Campania con fondi europei) per costruire le strutture e movimentare almeno 3,5 milioni di passeggeri. La seconda fase, per ampliare la struttura, con un impegno di 70 milioni a carico della società.

Da decenni una incompiuta
Un progetto e una pista: per decenni non è stato altro lo scalo di Salerno, passato per il rischio di fallimenti societari, bandi di gara per l'affidamento a terzi andati deserti, e per pochi voli amatoriali. La svolta arriva quando la Regione Campania propone a Gesac, che già gestisce con successo Capodichino, di occuparsi anche di Salerno. Viene siglato un protocollo d’intesa a tre - tra Gesac, Consorzio Aeroporto Salerno-Pontecagnano (totalmente a capitale pubblico, che ha la titolarità dell’«Aeroporto di Salerno Costa di Amalfi») e Regione Campania - che definiscono un percorso da seguire, ciascuno per la propria parte: definizione di un piano industriale, successiva integrazione attraverso la fusione tra le due società. Infine i cantieri.

© Riproduzione riservata