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Ilva: dichiarati 3mila esuberi. Ma era tutto previsto dall’accordo

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passaggio tecnico per l’ingresso di arcelormittal

Ilva: dichiarati 3mila esuberi. Ma era tutto previsto dall’accordo

Sono circa tremila la gli esuberi strutturali dichiarati da Ilva in amministrazione straordinaria nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo avviata in questi giorni a valle dell’accordo sindacale del 6 settembre.

Si tratta di un passaggio tecnico necessario a perfezionare l’ingresso in azienda di ArcelorMittal e attivare lo strumento di incentivazione all’esodo concordato insieme al Mise e ai rappresentanti dei lavoratori.

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Nella lettera di avvio della procedura l’azienda ripercorre per sommi capi le cause che hanno portato l’azienda in difficoltà, elencando le contromisure adottate con i diversi decreti adottati dai Governi Letta, Renzi e Gentiloni e riassumendo le principali tappe dell’assegnazione ad ArcelorMittal con la gara e il successivo tavolo sindacale.

L’azienda dettaglia poi i motivi «tecnici, organizzativi e produttivi» che impediscono di adottare misure idonee ad evitare la procedura.
Nella lettera si definiscono infine gli «esuberi strutturali dichiarati» sito per sito, «in ragione - si legge - della cessazione dell’attività produttiva, fatte salve le residue esigenze tecniche connesse all’espletamento delle attività proprie di Ilva in amministrazione straordinaria» (che per ora ha stabilito di avere bisogno di circa 40 addetti) «il ricorso alla cassa integrazione» e alla luce degli incentivi all’esodo. Si tratta di 2.586 lavoratori a Taranto, 467 a Genova, 28 a Novi Ligure, 16 a Marghera. I tempi di attuazione del «programma di riduzione del personale» saranno specificati successivamente.

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