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Fca premia a Capua 12 giovani laureandi del Centro Sud per i progetti di auto…

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innovazione e recruiting

Fca premia a Capua 12 giovani laureandi del Centro Sud per i progetti di auto del futuro

Un software per correggere le abitudini di guida errate; una app per il controllo della propria auto;  l’auto pet-friendly; la connessione tra auto e strada; informazioni che scorrono sui vetri; il volante che rileva lo stato di salute del guidatore. Sono le proposte dei vincitori della terza edizione di «I am Fca – Innovation Award Millennials by Fca», la competizione tra studenti universitari promossa da Fiat Chrysler Automobiles e le facoltà di Economia di sei atenei dell’Italia Centro-Meridionale: la campania Università Luigi Vanvitelli, gli atenei di Cassino e del Lazio Meridionale, Molise, Basilicata, Chieti e Pescara e Bari.

Per i sei giovani laurenadi o laureati vincitori dei primi premi (uno per ateneo) è previsto uno stage di sei mesi in stabilimenti Fca, per i sei che si sono aggiudicati il secondo posto il coinvolgimento in un’esperienza in azienda e, per tutti, comunque, la soddisfazione di aver potuto contribuire a innovare nel settore dell’auto. Qualche progetto nelle scorse edizioni è stato industrializzato, come quello della “Panda Sim” con sensori per monitorare la salute del guidatore. Per tutti i vincitori, inoltre, c’è anche l’occasione di intercettare la grande impresa e candidarsi a una assunzione. Nelle edizioni precedenti, anche questo, in qualche caso è avvenuto.

Conoscere i millennials e scovare i talenti

L’iniziativa, che registra un numero crescente di adesioni di anno in anno, punta a realizzare diversi obiettivi. «Conoscere i desideri e le priorità dei millennials _ spiega Claudio Nervi, responsabile in Fca di Feature Portfolio Planning _ valutare le loro proposte e reclutare giovani con capacità tecniche scolastiche ma anche con buone motivazioni». In altre parole, competizione, colloqui, progetti, tendono ormai a sostituire il tradizionale metodo di reclutamento e selezione.

Un lungo lavoro preparatorio

«Siamo partiti a inizio anno – racconta Mario Sorrentino, responsabile scientifico del progetto e ordinario di business planning e creazione d’impresa all’Università della Campania _ abbiamo proposto l’ iniziativa a 6mila studenti di Economia. Circa mille giovani hanno aderito e hanno proposto le loro idee rispondendo a un breve questionario on line. In altre parole la partnership tra gli atenei e la casa automobilistica non dura un solo giorno, ma si sviluppa nel tempo». I progetti presentati sono stati valutati dall’Innovation Board in cui siede tra gli altri il professor Sorrentino, i migliori 18 sono stati ammessi in finale. I primi 12 sono stati premiati. «Si tratta di quelli – precisa Nervi – con requisiti non solo di originalità, ma anche di fattibilità e sostenibilità».

I progetti vincenti

Daniele Agnello, della Università della Campania, ha proposto la creazione e l’installazione di un software utile a correggere le abitudini di guida sbagliate, proteggendo così i passeggeri; mentre Gioacchino de Chirico, dell’ateneo di Cassino e del Lazio Meridionale, ha pensato a sistemi di sicurezza capaci di inserirsi automaticamente, in caso di pericolo, come la correzione automatica della traettoria o la frenata automatica. La lucana Federica Di Tolla vorrebbe gestire la propria auto con una app. Filippo Fontanella (Chieti e Pescara) propone per l’auto del futuro la chiusura delle porta con impronta digitale o con il riconoscimento della voce, e l’utlizzo di telecamere. Giada Nugnes del Molise immagina un’auto pet-friendly, con un bagagliaio dedicato con tanto di cinture per cani, tappezzerie ad hoc e bocche d’aria. Infine, Lucia Rochira dell’ateneo barese, pensa a un’auto che punta tutto sulla sicurezza, con volante capace di rilevare eventuali disturbi del guidatore.

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