Economia

Ryanair, lo sciopero ferma 250 voli e lascia a terra 40mila passeggeri

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agitazione del 28 settembre

Ryanair, lo sciopero ferma 250 voli e lascia a terra 40mila passeggeri

Sciopero in tutta Europa per i dipendenti Ryanair (Epa)
Sciopero in tutta Europa per i dipendenti Ryanair (Epa)

Venerdì di passione per chi viaggia in Europa, a causa dello sciopero contemporaneo del personale Ryanair di sei diversi Paesi del continente: sono 250 i voli cancellati per circa 40mila passeggeri rimasti a terra. Quello che è il più grande vettore low-cost europeo ha dovuto affrontare una serie di agitazioni da quando ha riconosciuto i sindacati per la prima volta a dicembre scorso, con conseguenti contraccolpi sulle prenotazioni e sui piani di crescita a breve termine. Il 28 settembre sono gli equipaggi di cabina in Germania, Belgio, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna e Italia a incrociare le braccia.

Ryanair inizialmente aveva annullato soltanto 150 voli per quello che aveva definito l’inutile scipoero di «una piccola minoranza dell’equipaggio di cabina». Quando all’agitazione si sono uniti i piloti tedeschi, lo scenario è cambiato drasticamente: i voli cancellati, alla fine, sono il 10% dei totali 2.4o0 che interessano l’Europa. In alcuni dei maggiori mercati di Ryanair si tratta del secondo più grande sciopero dopo quello che all’inizio di agosto lasciò a terra 55mila passeggeri. La compagnia aerea irlandese afferma di aver compiuto progressi significativi nelle ultime settimane nelle trattative, compreso il raggiungimento di accordi collettivi di lavoro con il personale di Irlanda, Gran Bretagna, Italia e Germania.

In Belgio si contano tra i 20 e i 25 i voli annullati contro i sei precedentemente annunciati, mentre saranno tra 35 e 45 quelli che non decolleranno da o verso la Germania. In Italia, comunicano Filt Cgil e Uiltrasporti, sono in corso presidi presso gli aeroporti di Bergamo, Catania, Ciampino, Milano Malpensa, Napoli e Pisa, dove fa base Ryanair. «A Ryanair - spiegano le due sigle sindacali - chiediamo di convocarci per la definizione di un contratto collettivo di lavoro di diritto italiano che preveda le tutele del nostro ordinamento e soddisfi le legittime istanze dei piloti e degli assistenti di volo».

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