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Alba e le Langhe all’attenzione del mondo con chef, Barolo e tartufi…

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turismo enogastronomico

Alba e le Langhe all’attenzione del mondo con chef, Barolo e tartufi bianchi

Rush finale per l'88ª Fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba. Dal 6 ottobre al 25 novembre la città piemontese rinnova l'appuntamento e l'incontro tra cultura, territorio, esperienze sensoriali e gastronomiche, con una edizione dedicata al rapporto fra terra e luna. Con le oltre 600mila presenze della scorsa edizione - notevole le presenze dall’estero - la Fiera rappresenta l'appuntamento clou per un turismo enogastronomico d'elite tra Langhe, Roero e Monferrato.

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Nella presentazione presso Identità golose a Milano Lilliana Allena, presidente dell'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba ha dichiarato che «la Fiera è motivo di viaggio per un pubblico sempre più curioso e internazionale». «Per questa ragione - ha aggiunto - abbiamo posto una maggiore attenzione alla nostra proposta intrecciando l'enogastronomia con l'arte, il design e la musica. L'obiettivo è di regalare ai turisti un percorso a 360° tra il cibo, il vino e il buon vivere italiano offrendo la possibilità di vivere un'esperienza unica tra le nostre colline, Patrimonio Unesco.

Tartufo bianco d'Alba: così si gusta al meglio

Sarà un'edizione come sempre incentrata sull'eccellenza e sulle peculiarità del nostro territorio, ma ora più che mai, nell'Anno del cibo italiano, non mancheranno le occasioni di incontro con i saperi e i sapori da tutta la penisola. Oltre agli show cooking, alle esperienze sensoriali, agli appuntamenti con il folklore, i visitatori potranno compiere un viaggio tra arte e cinema grazie a “La storia di Nina”, ultimo progetto dell'artista Valerio Berruti musicato da Ludovico Einaudi. Si passa al design con “Trace”, lo speciale guanto pensato per lamellare il Tartufo Bianco d'Alba il cui pattern è stato ideato da Patricia Urquiola e realizzato dall'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba insieme al Centro Nazionale Studi Tartufo, 88 è il numero delle edizioni di questa Fiera, 8 le settimane di apertura, ma 8 è anche il numero dell'infinito, come illimitate sono le sfide che ci poniamo quotidianamente. Crediamo fortemente nella peculiarità del Tartufo Bianco d'Alba e rivolgiamo uno sguardo al cielo con fiducia perché, come diceva Cesare Pavese, alla “Luna bisogna crederci per forza». «Alba oggi è una città aperta, entrata a pieno titolo nel panorama internazionale insieme al territorio di Langhe e Roero - ha sottolineato il sindaco di Alba Maurizio Marello - grazie al riconoscimento Unesco sui paesaggi vitivinicoli. Lo testimoniano i numerosi turisti che arrivano ogni anno da noi, da circa 40 paesi del mondo. La notorietà della nostra città ci rende fieri di tutto il lavoro fatto negli anni, da tantissime persone che hanno operato per il benessere del territorio, fin dal 1929, attraverso la grande invenzione della Fiera del Tartufo. È nata per mettere in vetrina le eccellenze della nostra zona ed stata storicamente la chiave di notorietà per Alba. La Fiera ha trasformato Alba aprendola all'esterno. Poi, nel giugno 2014, è arrivato il riconoscimento Unesco sui paesaggi vitivinicoli che ha dato uno slancio internazionale al territorio, senza precedenti. Quest'anno sarà la Fiera di Alba Creative City of Gastronomy. Con il secondo riconoscimento Unesco consegnato alla città a fine ottobre 2017 siamo stati inseriti nel prestigioso network che racchiude solo 26 città mondiali legate dall'eccellenza gastronomica. Questo ci sta aprendo a nuove relazioni con altre realtà intercontinentali. In tutto questo, il tartufo è sempre stato il brand di una terra generosa ricca di tantissimi altri prodotti, con il Tuber magnatum Pico veicolo per tutti gli altri».

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