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Alla Bekaert il primo accordo dopo la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione

Dopo la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione, arriva il primo accordo sindacale siglato al ministero del Lavoro. Per i lavoratori della multinazionale belga Bekaert che nei mesi scorsi aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze), con il licenziamento di tutti i 318 lavoratori, si profila un percorso diverso dal licenziamento collettivo.

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A favorirlo anche la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione che era stata eliminata dal Jobs Act. L’accordo siglato l’altra notte prevede la sospensione della procedura di licenziamento collettivo, la cassa integrazione di un anno, a partire dal primo gennaio 2019 (ex decreto 109/2018) e incentivi all’esodo che prevedono tre scaglioni di anzianità per ogni fascia.
Nel frattempo l’azienda, che aveva annunciato il trasferimento in Romania della produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici, manterrà operativo il sito di Figline Valdarno fino alla fine di quest’anno. Dopo di che verrà avviato un piano di reindustrializzazione ideato insieme a un advisor specializzato, Sernet, e basato su politiche attive, incentivi e sconti fiscali per le imprese che riassumeranno i lavoratori di Bekaert. In particolare le aziende che decideranno di investire nello stabilimento avranno una scontistica pari a 40mila euro per ogni lavoratore riassorbito, mentre le aziende terze che assumeranno i dipendenti Bekaert avranno un incentivo di 10mila euro alla riassunzione, oltre al pacchetto di politiche attive che verrà messo in atto anche con il sostegno della Regione Toscana. Per i lavoratori ci saranno invece incentivi fino a 24 mensilità, con un decalage in base alla tempistica di uscita.

L’amministratore delegato Roberto Secchi spiega che l’accordo siglato «prevede una pluralità di strumenti, incentivi e attività finalizzati alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento dei lavoratori e vede la partecipazione attiva, nel rispetto delle reciproche competenze, di tutti i soggetti coinvolti». Dopo l’accordo raggiunto da sindacati, azienda e parti sociali con la mediazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nei prossimi giorni verrà definita la procedura di attivazione della cassa integrazione. Il ministro Luigi Di Maio sottolinea che «grazie a questo Governo nessun lavoratore verrà abbandonato dall’oggi al domani: è stata sospesa la procedura di licenziamento collettivo, ripristinata la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo». Al problema delle delocalizzazioni è stato «posto rimedio con il Decreto Dignità, punendo quei prenditori che scappano all’estero dove possono sfruttare i lavoratori dopo aver preso soldi pubblici dallo Stato - continua il ministro - mentre il Jobs Act lo stiamo smantellando pezzo dopo pezzo».

Dal canto suo la Regione Toscana, come spiega il suo presidente Enrico Rossi,
«è particolarmente impegnata a tutti i livelli per favorire, anche d'intesa con l'azienda, i progetti di reindustrializzazione che presenteranno le imprese che nel frattempo si sono fatte avanti». Maurizio Landini della Cgil sottolinea che si tratta «del primo accordo siglato in sede ministeriale dopo la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione e che quindi scongiura i licenziamenti. Una nostra conquista che ha favorito la risoluzione della vertenza e che permetterà l’attivazione dei nuovi ammortizzatori sociali per il 2019, che il Jobs act di fatto negava». Per il segretario generale Susanna Camusso, sugli ammortizzatori la norma del governo «va nella direzione giusta» mentre «non va nella direzione giusta la norma rispetto a Genova e i problemi per i lavoratori che si sono determinati dopo il crollo del ponte». Su questo «c’è ancora del lavoro da fare e ci auguriamo che il lavoro del tavolo tecnico produca davvero una revisione delle norme», conclude Camusso, visto che «c’è la necessità di uno
strumento universale di tutela».

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«Grazie al ruolo responsabile del sindacato ed alle lotte dei lavoratori sono stati evitati i licenziamenti alla Bekaert. È una buona notizia. Vigileremo sul rispetto dell’accordo. Fin da subito vanno messe in campo nuove soluzioni industriali che garantiscano la ricollocazione dei lavoratori con un impegno diretto del Governo e delle istituzioni locali», dice il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan. L’accordo, aggiunge il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, «chiarisce definitivamente che la reintroduzione della Cigs per cessazione di attività, a fronte di piani di reindustrializzazione, è uno strumento importante per riattivare investimenti e difendere il lavoro».

Per la Uilm, Giuliano Poggialini dice che «dal 22 giugno, data dell’inizio della procedura di licenziamento, ad oggi abbiamo fatto un miracolo sindacale garantendo a tutti e 318 lavoratori la cassa integrazione e un piano sociale che, in presenza dell'ammortizzatore sociale, non è stato facile contrattare».

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