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In Italia il gasolio senza le tasse costa meno che in Europa

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In Italia il gasolio senza le tasse costa meno che in Europa

Sorpresa. Tolte le tasse, in Italia la benzina costa esattamente quanto nel resto d’Europa. La differenza al litro tra Italia ed Europa è 0,0 euro.
Sorpresa doppia: tolte le tasse, in Italia il gasolio costa meno della media europea. Ripeto per chi ha letto in fretta: tolte le tasse, in Italia il gasolio costa meno rispetto alla media europea.
Nel dettaglio, senza i tributi in Italia il gasolio costa 1 centesimo (in lettere: un centesimo) in meno rispetto alla media europea.

Se in Italia benzina e gasolio costano di più che oltreconfine, il divario che oggi rende più salato il rifornimento italiano sta solamente nell’altra parte del prezzo, cioè nel peso del fisco, formato dalle accise e dall’Iva. Non a caso la Lega Nord da tempo propone un intervento per contenere le accise che pesano sui carburanti.

I dati sul confronto dei prezzi arrivano dal ministero dello Sviluppo economico, il quale ogni settimana rileva la media dei listini dei carburanti nei distributori italiani.
Poi c’è il confronto dei prezzi nazionali con la media europea, una media a 19 Paesi.
Il divario fra media italiana e media europea viene chiamato “stacco Italia” dagli esperti dell’Unione Petrolifera.

BENZINA E GASOLIO, PREZZI ITALIA-UE A CONFRONTO
Dati in euro. (Fonte:
dati ministero dello Sviluppo economico-Unione petrolifera al 1° ottobre 2018)

La benzina ci costa 11 centesimi in più
La rilevazione più fresca è stata condotta lunedì 1° ottobre, quando il prezzo medio finale della benzina al distributore italiano era pari 1,64 euro al litro.
(Per chi ama sfinirsi nel dettaglio, il prezzo medio è 1644 millesimi di euro).
Ecco ora il prezzo medio europeo: 1,52 euro al litro.
Cioè in Europa la benzina costa in media 11 centesimi in meno al litro. (Per i puntigliosi del millesimo: 11,8 centesimi).

Il divario è tutto del fisco
Che cosa genera sulla benzina questo divario di 11 centesimi al litro tra Italia ed Europa?
La differenza sta tutta nelle accise e nell’Iva, che in Italia lunedì pesavano 1,03 euro al litro (per gli intenditori del dettaglio, 1025 millesimi di euro), cioè 11,3 centesimi al litro in più rispetto alla media europea.
Tolto il peso soffocante del fisco, invece il prezzo industriale della benzina è uguale in Italia e in Europa.
(Per i più esigenti, nei prezzi industriali c’è un divario leggerissimo tra Italia ed Europa pari a impercettibili 0,6 centesimi).

Il gasolio è meno caro in Italia
Ora il gasolio. Alla rilevazione di lunedì, il prezzo medio italiano del gasolio (1,52 euro al litro) è più caro di quello medio europeo di 14 centesimi (prezzo medio europeo 1,38 al litro).
Chi viaggia all’estero conosce bene queste differenze e cerca di fare il pieno di là dal confine.
Ma tolte le tasse il gasolio italiano costa di solo prezzo industriale 63 centesimi al litro mentre — attenzione — il gasolio medio europeo costa 64 centesimi al litro.
In altre parole, alla rilevazione del 1° ottobre il gasolio venduto in Italia è meno salato di quello europeo, un centesimo in meno.
Ciò che lo fa rincarare è la somma beffarda delle accise italiane più l’Iva, 89 salatissimi centesimi al litro in Italia contro più sobri 74 centesimi al litro in Europa.
La differenza fiscale è di 15 centesimi in più al litro in Italia.
(Per gli amanuensi del dettaglio, la differenza fiscale è 15,2 centesimi in più).

I prezzi sono liberi
Due dettagli del mercato dei carburanti sono poco conosciuti a noi consumatori. Primo aspetto: i prezzi dei carburanti sono liberi, liberissimi. I prezzi non vengono imposti.
Non si può invocare alcuna regolazione nazionale o europea perché un benzinaio o una compagnia possono praticare sulla parte industriale di loro spettanza qualsiasi prezzo gradiscano, da zero all’infinito.
L’unica condizione imposta dal Governo italiano a benzinai e compagnie è che, qualunque prezzo vogliano applicare, in ogni caso devono riscuotoere su ogni litro le accise imposte dallo Stato italiano e incassino l’Iva che grava sia sulle accise sia sulla parte industriale del prezzo.

Il gasolio costa di più della benzina
Secondo aspetto poco noto a noi consumatori: sul mercato internazionale e sui prezzi industriali italiani il gasolio è un prodotto più caro della benzina.
Ciò che rende il gasolio più conveniente al consumatore italiano è l’accisa più bassa decisa dallo Stato per non pesare troppo su furgoni e camion.
Ma sui listini internazionali il prodotto gasolio — usato non solamente nei motori ma anche nei generatori elettrici oppure nelle caldaie delle case di mezz’Europa e dell’America del Nord — è più richiesto e ha quotazioni più severe rispetto alla benzina.
In genere sui listini internazionali il gasolio tende a rincarare in autunno, quando le villette ordinano il combustibile per riempire la cisterna in vista dell’inverno, mentre invece la benzina sui mercati internazionali tende ad aumentare di prezzo con il ritorno della bella stagione.

Le rilevazioni di settembre
Tolto il fisco, anche nelle settimane scorse i prezzi industriali di benzina e gasolio si sono tenuti sempre alla pari della media europea. o addirittura meno costosi
Se si omettono divari impercettibili di vantaggio o svantaggio sui millesimi di euro, le rilevazioni del 20 agosto, del 27 agosto e del 3 settembre dicevano che il prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia era pari (zero centesimi di differenza) alla media europea.
Ma a partire dalla rilevazione del 10 settembre in poi, nell’ultimo mese il prezzo industriale del gasolio è rimasto sempre di 1 centesimo più conveniente in Italia rispetto alla media europea. Ma quel centesimo di vantaggio è stato divorato dalla fame insaziabile del fisco.

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