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Sardegna, la Via del sale ora si percorre in bicicletta

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turismo e storia

Sardegna, la Via del sale ora si percorre in bicicletta

Sant'Antioco. Non solo industria. Ma anche turismo, ambiente e cultura seguendo la via del sale e del vento. Con i vecchi percorsi trasformati in piste ciclabili che dalle saline arrivano ai vigneti del Carignano. La prima “Via del sale” della Sardegna parte dalle saline di Sant'Antioco, nella Sardegna sud occidentale (Sulcis Iglesiente a una settantina di chilometri da Cagliari) e si spinge sino al basso Sulcis.

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Il sale sarà, allo stesso tempo, prodotto industriale (la produzione continua) e filo conduttore «esperienziale per visitatori». Perché le saline della cittadina lagunare, produzione annua di circa duecentomila tonnellate e 25 occupati, si apriranno ai visitatori, seguendo un modello già sperimentato ad Assemini alle saline dei Conti Vecchi dove produzione e visite guidate viaggiano di pari passo.

Punto di partenza la firma (venerdì) del protocollo d'intesa tra la Regione, Ati Sale -società concessionaria delle saline - l'Unione dei Comuni del Sulcis e Flag Sardegna Sud occidentale. Una scommessa che Ignazio Locci, sindaco di Sant'Antioco, considera «un'occasione irrinunciabile di sviluppo per tutta l'area del basso Sulcis e dell'arcipelago», perché «produzione del sale può convivere con lo sviluppo turistico del comparto delle saline». Con la firma del protocollo AtiSale, la società concessionaria, dovrà assicurare la «disponibilità delle aree delle saline di Sant'Antioco per la realizzazione delle opere e delle attività previste, che si svolgeranno parallelamente all'attività primaria di estrazione e produzione del sale».

A disposizione del programma uno stanziamento di due milioni di euro che saranno utilizzati per realizzare due itinerari turistici: “la via del sale” e “la via del vento”: le zone umide del golfo di Palmas, passando attraverso le dune di Porto Pino, gli stagni e i vigneti di Carignano fino alle saline. Gli interventi riguarderanno lo ‘Stagno di Porto Botte' e ‘Promontorio, Dune e Zona Umida di Porto Pino' e la riqualificazione dei vecchi percorsi del sale e la riconversione in piste ciclabili degli stagni di Porto Botte e Santa Caterina. Il programma che parte da Sant'Antioco si inserisce in un piano più ampio che, come spiega Cristiano Erriu, assessore regionale agli Enti locali «arriva sino a Carloforte dove, per il recupero delle saline, sono stati spesi 5 milioni di euro».

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