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Fondi Ue: Cozzolino (Pse), il cofinanziamento nazionale fuori…

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programmazione 2021-2027

Fondi Ue: Cozzolino (Pse), il cofinanziamento nazionale fuori dal Patto di stabilità

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Andrea Cozzolino (Imagoeconomica)
Andrea Cozzolino (Imagoeconomica)

«Utilizzare tutta la quota del co-finanziamento nazionale» dei programmi finanziati da fondi europei, «o almeno una parte significativa» di quest'ultimo, «fuori dai vincoli del patto di stabilità». È uno dei punti della proposta sul futuro della politica di coesione illustrata oggi alla commissione Regi del Parlamento europeo dall’eurodeputato del Pd, Andrea Cozzolino, relatore per il Fesr. «È un punto che so controverso - ha spiegato Cozzolino - ma su cui possiamo raggiungere un compromesso» in Aula. Tra i punti dove c’è già un «largo consenso», ha spiegato ancora Cozzolino, c’è l’idea di indicare «Europa verde” come l’obiettivo tematico cui «tutte le Regioni devono contribuire, con almeno il 30% delle risorse», oltre che la proposta di «destinare una quota significativa» dei finanziamenti alla riforma della «macchina amministrativa». Infine, ha indicato Cozzolino, «c'è consenso» sulla proposta di «concentrare più risorse» sulla «dimensione urbana», con un aumento dal 6% al 10%. Si chiede infine di individuare «una quota significativa per i comuni di montagna, le aree interne, le realtà ultra-periferiche».

Come ha riconosciuto lo stesso europarlamentare, che aveva anticipato la proposta qualche settimana fa in occasione di un convegno organizzato dalla Regione Puglia a Bari, si tratta di un tema particolarmente controverso. Non è la prima volta che il tema viene affrontato. A proporlo era già stato il governo Monti, ma senza successo. Se sulla proposta si realizzasse una anche convergenza in Parlamento e la regola fosse incorporata nei testi della prossima programmazione, dal 2021 un Paese come l’Italia avrebbe alcuni miliardi di flessibilità in termini di finanza pubblica rispetto ai vincoli comunitari.

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