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Funivie e innevamento, tesoro made in Italy da 1 miliardo che piace…

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settore leader negli impianti

Funivie e innevamento, tesoro made in Italy da 1 miliardo che piace all’estero

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Funivia trifune più lunga al mondo inaugurata a settembre sul Cervino
Funivia trifune più lunga al mondo inaugurata a settembre sul Cervino

Meccanica, innovazione tecnologica e, spesso, progetti e realizzazioni che si spingono “oltre i limiti”. È un po’ questo l’identikit delle imprese italiane che realizzano impianti a fune e che inanellano commesse in giro per il mondo. Non solo in montagna e in funzione dei comprensori sciistici, ma ormai da tempo anche in metropoli come mezzo di trasporto tra zone altrimenti difficilmente collegabili.

«Know-how unico, tecnologia all’avanguardia e costante attenzione verso il binomio innovazione-sostenibilità ambientale hanno reso le nostre aziende del settore funiviario dei veri e propri leader a livello internazionale, in grado di portare il nostro “sapere” e il nostro prodotto in tutto il mondo. Basti pensare al gruppo Leitner e a TechnoAlpin, due colossi di questo settore». A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente di Anef, Associazione nazionale esercenti funiviari. L’associazione di Confindustria che riunisce costruttori, esercenti, tecnici professionisti del settore funiviario, conta oltre 1.500 impianti all’attivo e rappresenta il 90% del mercato della mobilità su fune.

Tra le aziende leader riconducibili all’associazione ci sono il gruppo Leitner e TechnoAlpin. Leitner, specificano da Anef, investe costantemente in ricerca e sviluppo (23 milioni di euro solo nel 2017): investimenti che hanno portato, fra le varie opere realizzate, anche all’avveniristico impianto che entrerà in funzione nell'estate 2019 a Voss, in Norvegia: il terzo progetto sul fronte della tecnologia trifune dopo l’impianto sul ghiacciaio austriaco dello Stubai e la funivia 3S più alta al mondo sul versante svizzero del Piccolo Cervino, entrata in funzione nel mese di settembre 2018. A fronte di un investimento complessivo di 31 milioni di euro, l'impianto di Voss sarà unico nel suo genere e rivoluzionerà tutta la mobilità locale: un unico edificio ospiterà la stazione funiviaria, quella degli autobus e quella dei treni.

TechnoAlpin, grazie al suo generatore di neve fra i più alti in Europa installato sul Plateau Rosa sopra Cervinia, a 3.320 metri di altitudine, renderà ancora più semplice, nella prossima stagione invernale, il collegamento sci ai piedi fra Svizzera e Italia, attraverso il comprensorio sciistico di Breuil-Cervinia/Valtournenche e quello di Zermatt, dove si snodano 360 km di piste. Un impianto la cui realizzazione, spiegano da Anef, ha visto svilupparsi la collaborazione dell’azienda con università e istituti di ricerca, e frutto dell’investimento annuale di quasi 6 milioni di euro in ricerca e sviluppo, «per trovare soluzioni tecnologicamente avanzate e al contempo a basso impatto ambientale».
Per la presidente dell’associazione Valeria Ghezzi, «l’attenzione verso l’ambiente - sia da un punto di vista della mobilità sostenibile, per quello che riguarda il trasporto a fune, sia nell’ottica di un ridotto e corretto consumo d’acqua ed energia rinnovabile per la nevificazione - è al contempo un dovere e un’opportunità: non si può infatti non tenere conto dei cambiamenti climatici e del fenomeno del dissesto idrogeologico; allo stesso tempo, dove vi sono impianti di risalita e piste da discesa la montagna è costantemente monitorata e mantenuta in salute, e si viene a creare un circuito virtuoso in grado di attirare investimenti e rivitalizzare il tessuto economico delle zone di montagna».
Il settore conta circa 400 società attive nel settore a livello nazionale, per un totale di oltre 1.500 impianti, 12mila dipendenti, circa 1 miliardo di euro di fatturato e 7 miliardi di euro di indotto. «Per non parlare della grande attrattività delle nostre aziende nei confronti dei mercati esteri, coi quali quest’anno sono stati stipulati accordi per la realizzazione di importanti progetti del valore complessivo di circa 150 milioni di euro» conclude la presidente Valeria Ghezzi.

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