Economia

Total in pressing per il rilancio di Tempa Rossa

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Total in pressing per il rilancio di Tempa Rossa

«Stiamo discutendo con la Regione Basilicata, abbiamo avuto già degli incontri, e speriamo di arrivare ad un’intesa quanto prima che ci consenta di superare lo stop a Tempa Rossa comunicatoci ai primi di settembre». Total, che insieme a Shell e Mitsui gestisce il giacimento petrolifero lucano, auspica che lo stallo possa essere rapidamente superato. «Non possiamo fare una previsione di tempi - dice la società -, noi però stiamo lavorando per far presto. Se non rimuoviamo lo stop, non possiamo partire con le prove tecniche di esercizio e in seguito con la produzione. Ora siamo fermi». Il think tank Basilicata, promosso

da Total e The European House Ambrosetti, ieri era a Taranto con il terzo tavolo di lavoro dedicato al tema “Basilicata e Puglia nella strategia di sviluppo del Sud Italia”. Scelta non casuale Taranto se si considera che alla raffineria Eni approderà il greggio di Tempa Rossa. Proprio qui sono partiti, dopo un blocco di diversi anni, i lavori per costruire le infrastrutture logistiche di Tempa Rossa. «La Basilicata è la regione italiana del gas e del petrolio - dichiara Carsten Sonne-Schmidt, futuro ad di Total Italia -. Comprendiamo bene il valore della sostenibilità ambientale, siamo molto attenti a tutelare la salute e l'ambiente, ma assicuriamo che la nostra attività è una delle meglio controllate oltrechè dalle autorità pubbliche, anche da soggetti indipendenti”. La Regione Basilicata ha fermato le prove di estrazione del petrolio perchè la documentazione inviata da Total a fine agosto non è stata ritenuta completa. E l'autorizzazione all'avvio degli impianti è vincolata al rispetto delle prescrizioni contenute in alcuni atti. Le prescrizioni riguardano il piano di monitoraggio ambientale (con la definizione del cosiddetto “punto zero” e la distribuzione delle centraline di rilevamento), il piano di emergenza esterno, quello relativo alla sismicità dell'area, nonchè l'aggiornamento delle tecnologie e il trattamento delle emissioni. «È un chiarimento che riguarda gli atti - spiegano fonti di Total - visto che ci imputano cose non fatte». Strutturato con una serie di pozzi, a regime Tempa Rossa produrrà 50mila barili di greggio al giorno pari a 2,5 milioni di tonnellate annue. Nella fase iniziale saranno 10mila barili. L'investimento complessivo è di 3 miliardi e di questi circa 300 milioni ricadono su Taranto per costruire due serbatoi di stoccaggio ed allungare il pontile petroli della raffineria visto che il traffico di greggio determinerà un movimento di 90 navi l'anno.

Proprio a Taranto, dopo l'intesa di aprile tra Eni, la joint di Tempa Rossa e il Comune, sono in corso gli scavi preliminari alla realizzazione dei due serbatoi per 180mila metri cubi complessivi. Si tratta dell'attività più lunga perchè durerà tre anni. Inoltre, sta per partire l'attività preliminare per l'allungamento del pontile. Durerà 2 anni e mezzo. Tempa Rossa, tuttavia, non attenderà che si completino le opere a Taranto per far affluire il greggio attraverso l'oledotto già esistente da anni e sfruttato per il giacimento Val D'Agri. Il petrolio arriverà prima e per due terzi sarà spedito via mare mentre il resto la raffineria Eni lo lavorerà in sostituzione di quello oggi importato dall'estero. Anche per questo Total lavora a sbloccare l'alt della Basilicata. «La finalità del nostro think tank - spiega Valerio De Molli, ceo The European House-Ambrosetti - è individuare un “sogno” in termini di visione per il futuro, sostenerlo con la logica dei numeri affinchè il “sogno” non sia un incubo, e dargli l'orizzonte temporale nel quale realizzarlo». «Dobbiamo essere facilitatori verso le imprese lucane che vogliono investire nella Zes di Taranto» dice il sindaco Rinaldo Melucci. Anche se Sergio Prete, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, invita a dotare le Zes di incentivi doganali oltreché fiscali per renderle davvero attrattive. «Raccogliamo tutte le aspirazioni delle imprese perchè vogliamo accompagnarle nello sviluppo» promette Sonne-Schmidt.

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