Economia

Disavanzo da 21 milioni, il Casinò di St-Vincent chiede il…

  • Abbonati
  • Accedi
vda

Disavanzo da 21 milioni, il Casinò di St-Vincent chiede il concordato preventivo

Un buco da 21 milioni e la strada obbligata dell’amministrazione controllata per il Casinò di Saint-Vincent. La vicenda della casa da gioco valdostana, controllata dalla Regione autonoma, si trascina da anni. I disavanzi, le inchieste, il dibattito sulle responsabilità gestionali. La vicenda ora è arrivata ad un punto decisivo, l’amministratore unico Filippo Rolando nominato da Regione e Comune di St-Vincent neanche una settimana fa ha chiesto al Tribunale di Aosta il concordato in bianco. Un percorso che il Tribunale dovrà approvare e che potrebbe evitare per l’ente la strada del fallimento.

La procedura è stata comunicata mercoledì scorso: si tratta di «una manovra – scrive in una nota l’azienda – finalizzata a conseguire il risanamento della società, in un’ottica di prosecuzione dell'attività aziendale, finalizzata alla stipulazione di accordi di ristrutturazione dei debiti con i propri creditori». Sulla carta, dunque, il Casinò non vuole mollare e ha deciso di avviare il percorso con il Tribunale di Aosta. «In ragione del notevole impatto sociale che la questione riveste, la società – spiega il testo diffuso mercoledì sera – allo scopo di garantire il massimo rispetto dei diritti dei lavoratori e dei creditori e la migliore preservazione del patrimonio aziendale, ritiene indispensabile che la procedura di negoziazione avvenga sotto il controllo del Tribunale».

Il tema dunque è la gestione dei debiti, prima, e poi il piano industriale per tentare il rilancio della struttura. Le trattative con i principali creditori sarebbero già in fase avanzata, quindi «si confida nel fatto che la procedura si concluderà in tempi brevi». Quanto al piano industriale, ci vorranno mesi per definire linee di intervento e percorsi di rilancio.Anche perché il caso di Saint Vincent non è un unicum: a luglio scorso il Tribunale di Como ha dichiarato il fallimento del Casinò di Campione d’Italia dopo che il commissario ad acta aveva bocciato il piano di risanamento presentato da Comune e casa da gioco. Segno che il modello industriale delle case da gioco è profondamente in crisi.

Le vicende del Casinò de La Valle sono legate anche ad una inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza e della Corte dei Conti sui finanziamenti pubblici per un totale di 140 milioni ricevuti dalla Regione autonoma. L’indagine aveva portato, nel mese di marzo scorso, al sequestro dei beni a 21 ex consiglieri regionali valdostani tra cui anche l’ex presidente Augusto Rollandin. La settimana scorsa , intanto, la Corte dei Conti ha condannato in primo grado 18 tra consiglieri ed ex membri del consiglio regionale a risarcire 30 milioni di euro proprio per i finanziamenti erogati alla casa da gioco. Resta invece aperto il procedimento penale, nella fase delle udienze preliminari, suddiviso in diversi filoni, intorno all’ipotesi di reato di truffa aggravata e falso in bilancio.

© Riproduzione riservata