Economia

L’industria lombarda rallenta

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CONGIUNTURA

L’industria lombarda rallenta

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La crescita zero del Pil nazionale non lasciava spazio a dinamiche diverse e gli ultimi numeri dell’economia lombarda confermano il rallentamento in atto. L’analisi di Unioncamere e Confindustria Lombardia evidenzia un calo della produzione nel terzo trimestre rispetto al periodo precedente, seconda battuta d’arresto consecutiva affiancata da un deciso rallentamento della performance anche in termini annui. L’output cresce su base tendenziale del 2,3% (dal 3,9% del secondo trimestre), abbattendo in modo evidente la performance annua. Se di crisi vera e propria non si può ancora parlare, è evidente come il rallentamento sia visibile a più livelli. Il tasso di utilizzo degli impianti, ad esempio, si riduce di oltre due punti al 75%, così come in frenata rispetto ai risultati precedenti sono ordini interni e fatturato.

Ad essere penalizzate sono in particolare le aziende minori (10-49 addetti), per le quali la crescita annua della produzione si ferma all’1,9%, con un tasso di utilizzo degli impianti al di sotto del 73%.

Anche in termini occupazionali si indebolisce il trend di recupero avviato da qualche trimestre: il saldo resta positivo di appena lo 0,1%, dallo 0,6% del periodo precedente, per effetto sia di un rafforzamento dei flussi in uscita che di una riduzione contemporanea dei nuovi ingressi.

Nella media dei primi nove mesi dell’anno il progresso annuo si riduce al 3,4%, per effetto in particolare della frenata di abbigliamento e pelli-calzature, gli unici due settori in rosso nel 2018. A trainare la manifattura è ancora una volta la meccanica, in grado di crescere tra gennaio e settembre del 5,3% e di realizzare la miglior performance anche nel terzo trimestre.

Tra luglio e settembre sono invece in rosso mezzi di trasporto, abbigliamento, carta e pelli-calzature, mentre la siderurgia cresce di appena lo 0,1%.

«Il motore manifatturiero d'Italia - spiega il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - rallenta e rischia di fermarsi se non si creeranno quelle condizioni favorevoli allo sviluppo e alla crescita delle imprese che da tempo Confindustria sollecita. Dobbiamo recuperare la fiducia che gli imprenditori sembrano avere smarrito in questi mesi, a causa dei tanti nodi di incertezza sia interni che esterni: a livello nazionale assistiamo ad alcune scelte politiche che vanno in controtendenza rispetto a quel forte stimolo di cui la nostra economia avrebbe bisogno e, parallelamente, al rallentamento del commercio mondiale e alle incertezze a livello europeo con all'orizzonte uno stravolgimento degli assetti politici comunitari. Per reagire e superare questo stallo bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti concreti, rafforzando il mercato interno, investendo in formazione, in particolare su Industria 4.0, e facendo ripartire gli investimenti, sia pubblici che privati, in infrastrutture e grandi opere».

«Il quadro tendenziale è positivo - aggiunge il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio - ma si evidenzia qualche segnale di incertezza. Incertezza che sembra mostrarsi anche sull'economia mondiale a causa delle politiche monetarie che potrebbero essere meno espansive, dei rischi che incombono sul commercio internazionale e delle turbolenze dei mercati finanziari. Come sistema camerale resta quindi importante l'impegno per il mantenimento di una costante attenzione al monitoraggio del sistema economico regionale e dei suoi territori e per il rafforzamento di comuni strategie di intervento volte allo sviluppo del sistema economico regionale e al continuo miglioramento della sua competitività. E' in questa direzione che si muove l'Accordo per lo sviluppo della competitività fra Regione Lombardia e Sistema Camerale lombardo che ci apprestiamo a rinnovare».

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