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Stirpe (Confindustria): «Ripristinare gli investimenti del…

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Rivoluzione digitale

Stirpe (Confindustria): «Ripristinare gli investimenti del piano Impresa 4.0»

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

La quarta rivoluzione industriale rappresenta una sfida per il mondo produttivo, ma servono misure adeguate per governare la trasformazione digitale che è in atto, invece di subirla. Nella manovra all’esame della Camera «assistiamo ad un depotenziamento del piano Impresa 4.0 rispetto all’impianto della precedente legge finanziaria. Il governo farebbe bene a rivedere la scelta riconfermando in blocco i provvedimenti»: sostiene il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, intervenuto al convegno di Legacoop sul “Lavoro dell’uomo al tempo delle macchine” sollecitando una correzione di rotta.

Secondo Stirpe «va riconfermato soprattutto il credito d’imposta per la formazione che è un gravissimo errore togliere», perché Impresa 4.0 è «collegata al concetto di formazione e riqualificazione professionale, bisogna riuscire a cogliere le opportunità insite in questo grosso processo di cambiamento, oppure invece di dominarlo lo subiremo con conseguenze economiche e sociali drammatiche».

Allo studio del governo un incentivo sulla formazione
Nella legge di Bilancio del governo Conte non trova spazio né il superammortamento - l’incentivo fiscale per gli acquisti di beni materiali nuovi strumentali - nè il credito d’imposta sulla formazione alle tecnologie 4.0 previsti dalla precedente legge di Bilancio, mentre è stato confermato in forma ridotta l’impertamento fiscale per gli investimenti in macchine intelligenti interconnesse (la platea di spese agevolabili scende da 12 a 10 miliardi). La maggioranza sembra orientata a introdurre tra i beneficiari dell’Ires ridotta al 15% le imprese che investiranno i propri utili nella formazione 4.0.

Lusetti (Legacoop): recuperare le misure per la digitalizzazione
Anche per il presidente di Legacoop nazionale, Mauro Lusetti su Impresa 4.0 «c’è un'attenzione del governo minore rispetto al passato, noi chiediamo di recuperarla, anzi di raddoppiarla, perché si tratta di misure importanti per le imprese e soprattutto per la creazione di lavoro». Lusetti critica anche la frenata su «super e iperammortamenti, perché sono strumenti che consentono alle Pmi di entrare nella logica della digitalizzazione».

Colla (Cgil): rimettere il lavoro al centro dell’agenda
L’analisi è condivisa da Vincenzo Colla (Cgil): «Il paese è in ritardo sull’innovazione e rischia di vedere insidiata la seconda posizione che detiene sulla manifattura, abbiamo già perso un quarto della nostra capacità produttiva, si deve riconfermare l'impegno di risorse su Impresa 4.0 a partire da quelle per la formazione. Abbiamo bisogno di dare una risposta al deficit di produttività investendo di più». Per il segretario confederale della Cgil «se non governiamo l’innovazione mettendo il lavoro e gli investimenti al centro dell’agenda politica, rischiamo di trasformarci in un Paese contoterzista».

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