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Cannabis e pane carasau. La sfida business dalla Sardegna all’Europa

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Cannabis e pane carasau. La sfida business dalla Sardegna all’Europa

L’obiettivo è superare i luoghi comuni. E portare avanti una sfida che non è solo imprenditoriale ma anche culturale. Perché progetto e sfida – il suo nome è CannabiSquare e parte da Sassari – ruotano attorno a un elemento: la Cannabis light. Ossia quella a basso contenuto di thc di libera vendita. In mezzo poi ci sono coltivazione, lavorazione (con l’impiego nella gastronomia tradizionale), e commercializzazione attraverso un network di boutique sparse tra il resto d’Italia e l’Europa.

A ideare CannabiSquare, dopo aver fatto i conti con i problemi provocati dall’artrite reumatoide e aver sperimentato le terapie a base di cannabis terapeutica (che non è la stessa cosa) con lo neuropsichiatra Alfonso Mastropietro di Torino, è Laura Cosentino, imprenditrice sassarese impegnata nella commercializzazione ed export di prodotti sardi d’eccellenza (attraverso Janas food) oltre che Chef Gambero rosso.

Alle altre esperienze, in cui la ricerca per prodotti di qualità e filiere certificate sono la regola principale, unisce, da qualche tempo, quella che punta proprio alla “valorizzazione” della filiera legata alla cannabis a basso contenuto di thc. Cannabis leggera, giusto per essere chiari, consentita dalla norma. «Dall’esperienza che ho vissuto di persona – racconta Laura - è nata un’idea imprenditoriale che sfida anzitutto stigmi culturali, eccessi di burocrazia e diffidenze. Ho deciso di precorrere i tempi e di affrontare pregiudizi e disinformazione e dopo il successo del punto vendita h24 inaugurato a Sassari, in via Amendola, lo scorso 8 maggio, siamo pronti».

Il programma, in parte già avviato, prevede la creazione di una filiera tutta sarda di prodotti agroalimentari artigianali a base di cannabis legale, farina di canapa e semi di canapa alimentari, dove si passa dalla produzione della materia prima (attraverso una serie di coltivatori selezionati che seguono starndard rigorosi) alla sua trasformazione. Anche il settore della lavorazione è attivo e vede diverse aziende sarde impegnate nella produzione di dolci tipici, pane e pane carasau prodotto con farina di canapa. Non solo, oltre ai prodotti tipici dell’isola spazio alla linea gastronomica italiana con cibi rivisitati attraverso l’utilizzo della cannabis light.

Quanto ai negozi, come precisa la promotrice, non saranno solo punti vendita ma anche presidi informativi in cui «l’acquisto di prodotti a base di cannabis light può essere fatto in modo consapevole, attraverso i consigli e le indicazioni di personale adeguatamente formato, preparato a fornire tutte le informazioni del caso».
Quindi la commercializzazione che non si ferma alla sola Sassari guarda oltre Tirreno. In programma, in tempi abbastanza brevi, c’è l’apertura di una “CannabiSquare” a Cagliari. Poi due punti nella penisola, a Torino e Milano. Quindi l’avventura in Europa con l’apertura della prima boutique a Barcellona.

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