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ToscanaTech mette in vetrina 40 progetti finanziati dal Fesr

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Fondi UE

ToscanaTech mette in vetrina 40 progetti finanziati dal Fesr


FIRENZE - Dal sensore che permette di rintracciare la bicicletta rubata, al sistema di telemonitoraggio per le cardiopatie congenite pediatriche, fino al processo termochimico per riciclare la vetroresina. La Regione Toscana mette in mostra i progetti e i prototipi tecnologici realizzati dalle imprese che hanno partecipato ai bandi finanziati con fondi europei, con l'intento di diffondere gli strumenti e le buone pratiche e spiegare l'impatto che l'innovazione sta avendo nel mondo del lavoro.
La manifestazione si chiama Toscana Tech (lunedì 19 e martedì 20 novembre al Palazzo dei Congressi di Firenze) e prevede workshop, seminari, convegni, incontri e, appunto, un percorso espositivo per presentare il frutto della ricerca e della capacità tecnologica di aziende e Università del territorio, finanziate grazie al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), attraverso i bandi sull'Industria 4.0 e quelli dedicati alla ricerca e sviluppo (l'ultimo dei quali ha distribuito 200 milioni di euro a 1.300 imprese).

L'idea è mostrare i risultati ottenuti per sfatare luoghi comuni. “Tutti si chiedono a cosa serva l'Europa – spiega il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – e qui lo facciamo vedere con i fatti: se non ci fossero stati i contributi europei, la Regione non avrebbe promosso i bandi e le imprese non avrebbero avuto l'opportunità di investire. E non ci sarebbero stati questi risultati”.
I finanziamenti concessi sono quelli della programmazione 2014-2020, diretti sia alle Pmi che alle grandi aziende che si mettono in cordata con le piccole, che coprono a seconda dei casi dal 25 al 50-60% della spesa totale. Il fil rouge dei progetti è l'Industria 4.0, settore che la Toscana ha indicato all'Unione europea come prioritario nella strategia di smart specialization.
“La manifestazione vuole essere anche l'occasione per favorire ulteriori incontri tra le imprese e il mondo della ricerca – aggiunge Paolo Tedeschi, responsabile della segreteria del presidente Rossi - così da consolidare una piattaforma regionale di incontro tra domanda e offerta di progetti tecnologici”.
In vetrina e in carne e ossa, disponibili a mostrare e spiegare i progetti realizzati, ci saranno 40 aziende che hanno utilizzato i fondi europei. Come la Seco di Arezzo (nel cui capitale è entrato nei mesi scorsi col 20% il Fondo italiano d'investimento), che progetta e produce computer miniaturizzati per uso industriale, e che attraverso il progetto Inasse punta a creare una piattaforma di distribuzione di hardware, software e servizi di digital manufacturing per sviluppare le tecnologie 4.0 delle piccole e medie aziende. Seco è capofila di una cordata cui partecipa anche l'Università di Siena, per un investimento di 2,3 milioni di euro di cui 950mila finanziati dalla Regione.

SaveMyBike: una pedalata verso la mobilità gentile

Allo sviluppo di una piattaforma digitale ha lavorato anche la pisana Pitom, parte di un raggruppamento d'imprese che ha messo a punto ‘Logis' per aiutare chi guida mezzi di movimentazione nei porti o nei magazzini ad evitare incidenti col personale a terra, grazie all'invio di allarmi sonori e visivi (fino al blocco del mezzo), sull'esempio di quanto avviene sulle auto di ultima generazione; il progetto vale 910mila euro di investimento, di cui 602mila finanziati dalla Regione.
Nel percorso espositivo di Toscana Tech ci sarà spazio per le tecnologie mediche, con i sensori del progetto ‘Aircadio' per monitorare a distanza lo stato di salute dei bambini con cardiopatie congenite, sviluppato da un consorzio cui partecipa l'Università di Pisa che ha investito 3 milioni di euro, di cui quasi 1,3 finanziati dalla Regione. Sempre l'Università di Pisa ha partecipato al progetto ‘Save my bike' che ha come capofila la cooperativa Tages (815mila euro di investimento, 367mila di contributo regionale) e ha partorito un sensore da installare sulla bicicletta che permette di rintracciarla in caso di furto.
A Toscana Tech sarà presentato anche un progetto già brevettato che guarda all'ambiente e all'economia circolare: è quello della Korec di Bientina (Pisa), che ha messo a punto un processo termochimico per riciclare i rifiuti in vetroresina – dagli interruttori agli elmetti protettivi a tubi e grondaie – recuperando non solo la fibra di vetro ma anche la parte organica, sotto forma di liquido. Dopo la realizzazione dell'impianto-pilota, che non ha fatto emergere problemi nella lavorazione, ora si punta a far nascere un impianto industriale.

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