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Puglia, battuta d’arresto dei turisti. Solo gli stranieri…

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indagine banca d’italia

Puglia, battuta d’arresto dei turisti. Solo gli stranieri continuano a crescere

(Agf)
(Agf)

La Puglia avanza ma molto piano. La sua crescita economica è lenta. Lo dice la Banca d'Italia che ha messo sotto la lente i primi nove mesi di quest'anno. Nelle costruzioni i segnali positivi registrati vengono ritenuti “deboli” così come “debole” è l'aumento delle presenze turistiche, dovute perlopiù agli stranieri. C'è poi stato “un ulteriore calo” per il traffico delle merci nei porti. Il commercio al dettaglio continua ad attraversare una fase difficile. E l'esportazione è passata dall'aumento del 2017 al calo del 3,8% nel primo semestre 2018.

A calare sono soprattutto l’ agricoltura, la farmaceutica, il petrolifero, i macchinari e i mobili, mentre si sono salvati mezzi di trasporto, sulla rotta dell'automotive, alimentare e tessile, abbigliamento e calzature. Più vendite in Francia, meno in Germania e Spagna. Tuttavia, pur in un quadro non brillante, ci sono da registrare due elementi. Il primo è che “l'industria in senso stretto ha registrato un ulteriore aumento delle vendite” col primato dell'alimentare. Questo ha anche favorito più investimenti da parte delle aziende. Il secondo è che l'occupazione è cresciuta di più rispetto alla media nazionale e meridionale. Certo, il divario col livello pre-crisi non è stato colmato ma il tasso di disoccupazione è diminuito, c'è stato un minor uso della cassa integrazione e ci sono più lavoratori dipendenti e donne occupate anche se attraverso i contratti a termine. L'aumento delle posizioni di lavoro è tutto declinato “in rosa”. Tra luci e ombre, c'è un clima più disteso che ha spinto le famiglie a chiedere più mutui per acquistare casa (+2,7) e prestiti per il credito al consumo (+7,2) e le imprese ad esprimere una maggiore richiesta di finanziamenti per gli investimenti e il circolante.

Entrando nello specifico, nell'industria la Banca d'Italia ha osservato un campione di 340 imprese pugliesi con almeno 20 addetti. Coloro che, all'interno del campione, hanno dichiarato di aver visto crescere il proprio fatturato superano del 17,8 per cento quanti segnalano una diminuzione. Alla fine, il saldo delle risposte è in linea con la media Italia e Sud. Bene l'alimentare, situazioni diversificate ma con un dato di crescita nel complesso dell'industria, andamento stazionario per la siderurgia, che con il sito di Taranto (già Ilva, ora Arcelor Mittal Italia) non poco contribuisce all'economia pugliese.

La parte finale del 2018 è vista con cauto ottimismo dalla Banca d'Italia per la quale la produzione dovrebbe continuare a crescere, seppure moderatamente, contribuendo così al miglioramento della redditività delle aziende. Bene pure gli investimenti con i due terzi delle aziende censite che ha dichiarato che entro fine anno realizzerà i piani messi in cantiere nel 2017. Inoltre, il 20,8 per cento delle imprese rivedrà al rialzo i propri piani di investimento mentre il 12,2 li correggerà al ribasso. La ripresa degli appalti pubblici, con i bandi cresciuti di un terzo rispetto al 2017, ha poi fatto sì che le imprese di costruzioni pugliesi che stimano un aumento del valore della produzione superi del 4,6 per cento il numero di chi indica un segno meno (130 aziende in totale interpellate per l'edilizia). Oltre agli appalti, bene pure l'edilizia privata che nel primo semestre ha messo a segno un +5 per cento rispetto all'analogo periodo del 2017. In salita, ma col +3 per cento, le transazioni relative a immobili non residenziali.

Per il turismo, invece, i dati della Banca d'Italia confermano quanto, in estate, avevano già dichiarato gli operatori del settore. Ovvero che dopo anni al galoppo, il 2018 non stava andando altrettanto bene. E infatti nei primi otto mesi le presenze turistiche in Puglia mettono a segno uno striminzito +1 per cento. Nel dettaglio, un campione di imprese turistiche segnala, al 16 ottobre scorso, -2 per cento di turisti nazionali e +10 di stranieri.

Su un piano generale, proseguendo una tendenza innestata dal 2015, imprese industriali e dei servizi dovrebbero chiudere l'anno con una redditività migliore. Rispetto al 2017, quest'anno è infatti maggiore il saldo tra chi stima una chiusura in utile e chi in perdita. Infine l'occupazione: +2,5 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2017. Ma siamo ancora sotto di 64mila occupati, pari a 5 punti percentuali, rispetto al 2008, anno dell'avvio della crisi.

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