Economia

Il rilancio del rame di Eredi Gnutti: dalla ristrutturazione…

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METALLURGIA

Il rilancio del rame di Eredi Gnutti: dalla ristrutturazione all’Élite di Borsa Italiana

(Bloomberg)
(Bloomberg)

Dal rischio default all’Elite di Borsa italiana. Eredi Gnutti Metalli completa il percorso riorganizzativo avviato nello scorso esercizio e chiude l’anno in positivo, un patrimonio rafforzato e un assetto più adatto a presidiare i mercati di riferimento, vale a dire la produzione di barre in ottone e, in misura sempre maggiore, di laminati in rame destinati a settori in trasformazione, come l’automotive e l’elettronica. Un percorso di risanamento che le ha permesso di intraprendere il percorso Élite di Borsa Italiana, insieme ad altre realtà emergenti del capitalismo famigliare italiano, ora intenzionate ad aprirsi alla managerialità e al mercato dei capitali.

Due anni fa la storica azienda bresciana (è stata fondata nel 1860) era stata costretta ad affrontare una severa ristrutturazione, per risolvere una situazione di bilancio critica, che stava mettendo a repentaglio l’operatività aziendale. Le scelte messe in fila in questo ultimo periodo hanno riportato l’azienda in carreggiata. Il gruppo si è concentrato a Brescia, chiudendo un centro servizi e altri due siti in provincia di Venezia e di Milano, utilizzando ammortizzatori sociali e cercando di riassorbire il più possibile le attività nello storico quartier generale. Poi c’è stata la firma di un accordo di ristrutturazione ex articolo 67 con le banche e la ridefinizione della governance e della specializzazione produttiva.

Nel corso dell’ultimo esercizio il gruppo Egm ha incrementato i ricavi a 213 milioni di euro, sfruttando la leggera tendenza alla ripresa del settore. La ricerca di mercati in crescita e a maggiore valore aggiunto, unito a una attenta politica di controllo dei costi operativi (scesi da 43,7 a 38,3 milioni grazie al nuovo assetto organizzativo) ha prodotto risultati anche sul fronte delle marginalità, con un Ebitda salito a 13,5 milioni (il 6,3% del fatturato) e un risultato netto che, dopo il pareggio dell’anno precedente, ritorna decisamente in nero, con un utile di 5 milioni di euro. La posizione finanziaria netta, nonostante la crescita del fatturato, si riduce ulteriormente a 69,8 milioni di euro a fronte dei 75 dell’anno precedente. Non è, come ovvio, tempo di remunerare gli azionisti (per altro numerosi, frammentati tra le diverse componenti della famiglia) per Egm : l’intero utile è stato portato a patrimonio netto, che sale a 51 milioni, portandosi a 1,3 volte rispetto l’indebitamento.

«La scelta di impegnarci su due tipologie di prodotti e mercati differenti per continuare la tradizione di diversificazione – spiega il direttore generale di Egm, Nicola Cantele – ci ha portato a creare due business unit dedicate, scelta che si è rivelata vincente e che ci ha fatto evolvere sotto l’aspetto gestionale, sempre più strategico per chi, come noi, opera con delle commodity quotate che riflettono dinamiche internazionali. Anche per questo ci siamo rafforzati con una struttura manageriale giovane e preparata. Abbiamo inoltre deciso di alzare ulteriormente le competenze interne intraprendendo il percorso Élite di Borsa Italiana per un approccio moderno al mercato dei capitali. Capirlo meglio significa renderci più consapevoli delle opportunità da cogliere».

La business unit delle barre in ottone, pur in un contesto di domanda ancora inferiore alle capacità produttive installate, ha operato in equilibrio rispetto alle esigenze commerciali. La produttività è risultata stabile rispetto agli ultimi esercizi, ma generando un fatturato totale superiore a quello realizzato nell’esercizio precedente grazie ae un maggiore numero di nuovi ordini.

Nell’ambito dei laminati industriali, dove la società ha progressivamente aumentato la propria presenza, si è riscontrata una maggiore continuità della domanda, che proviene da settori in forte evoluzione come quelli dell’automotive, dell’elettrico, dell’elettronico e dei trasformatori, mercati a maggior valore aggiunto che risentono positivamente dell’avvento delle nuove tecnologie e della migrazione del mondo dell'auto verso modelli sempre più elettrificati.

«Quello che leggiamo nel nostro bilancio d'esercizio – commenta Franco Amigoni, Presidente di Egm – ci dice molto del percorso che stiamo portando avanti, ma non tutto. Avere raggiunto una maggiore solidità patrimoniale non solo ha rafforzato l’azienda, ma ci consente di continuare a investire. L’attuale bilancio non esprime integralmente tutte le potenzialità di cui Egm oggi è capace. Siamo immersi in un mercato globale in rapida evoluzione dove chi sviluppa tecnologie o produce beni ad alta intensità tecnologica ha bisogno non solo di più rame od ottone. Richiede, prima di tutto, qualità e capacità di sviluppare leghe e processi produttivi in linea con requisiti sempre più alti».

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