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L’Italia si oppone allo stop dei fondi Ue per chi non rispetta il Patto…

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programmazione post-2020

L’Italia si oppone allo stop dei fondi Ue per chi non rispetta il Patto di Stabilità

Il ministro per il Sud Barbara Lezzi .(ANSA/CLAUDIO PERI)
Il ministro per il Sud Barbara Lezzi .(ANSA/CLAUDIO PERI)

«Come Italia esprimo netta contrarietà rispetto al mantenimento della condizionalità macroeconomica: un meccanismo penalizzante per i territori con
maggiori difficoltà strutturali, che va nella direzione opposta rispetto allo spirito dell'articolo 175 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e che metterebbe a rischio gli investimenti proprio nei Paesi e nelle regioni in maggiore difficoltà». Così la ministra per il Sud, Barbara Lezzi(nella foto), al Consiglio Ue coesione a Bruxelles, intervenendo in merito alla proposta della Commissione europea per la programmazione dei fondi Ue per il periodo 2021-2027 su cui gli Stati membri stanno discutendo. Per l’Italia il blocco dei finanziamenti europei potrebbe scattare già l’anno prossimo, anche in base alle regole attuali, nel caso in cui venisse aperta una procedura d’infrazione per debito eccessivo.

Con la prossima programmazione, il rispetto della governance economica comune dovrebbe diventare ancora più vincolante. Rispetto agli altri elementi del complesso pacchetto che regolerà il funzionamento dei fondi Ue per il prossimo settennato di programmazione, l'Italia, ha affermato Lezzi, è contraria anche a una revisione di medio termine sull'assegnazione dei finanziamenti che sia «basata prioritariamente sulle raccomandazioni specifiche rilevanti del 2024», mentre è a favore della «proposta della presidenza austriaca di prevedere, sin dall’inizio, l’applicazione delle risorse per l’intera durata del ciclo settennale».

DOSSIER / Guida ai Fondi Europei UE 2021-2027

Sul regolamento che riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), la ministra per il Sud ha fatto presente ai colleghi Ue di ritenere «indispensabile riaffermare la necessità dell'attuale metodo, basato sulle categorie di regioni, e non su quello nazionale». Inoltre ha auspicato che «si possa migliorare la proposta della Commissione in tema di spese ammissibili, con particolare riferimento alle possibili esclusioni dal Fesr degli investimenti sulle infrastrutture aeroportuali e sul materiale rotabile per il trasporto ferroviario».
Sul fronte dell'Accordo di partenariato, invece, l'Italia «sostiene la posizione della Commissione» e per questo, ha sottolineato Lezzi, «riteniamo indispensabile che tale Accordo sia presentato prima dei programmi, dal momento che si tratta di uno strumento di orientamento strategico».

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