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L’oasi felice dei pensionati? Tra Stati Uniti, Australia e Svezia

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L’oasi felice dei pensionati? Tra Stati Uniti, Australia e Svezia

Quota cento potrebbe far “felici” diverse centinaia di migliaia di pensionati, che l’anno prossimo raggiungeranno il doppio requisito di 62 anni di età e 38 di contributi e potranno così lasciare con anticipo il mondo del lavoro. Ma non basterà a fare dell’Italia l’«oasi felice» per i pensionati. A dirlo è «The global retirement reality report: the happiness formula», un report realizzato da State Street Global Advisors, la divisione di asset management di State Street Corporation (terzo gestore patrimoniale al mondo con asset per circa 3mila miliardi di dollari) , che ha confrontato le classifiche basate su parametri oggettivi relative a vari sistemi pensionistici con i risultati qualitativi raccolti tramite un sondaggio condotto su oltre 9.500 intervistati in otto paesi. Gli intervistati appartengono a 4 categorie: i lavoratori lontani dalla pensione, i lavoratori a meno di 5 anni dal ritiro, i pensionati da meno di cinque anni, i pensionati da più di 5 anni. I paesi messi sotto la lente sono: Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia.

«Dalla ricerca - spiega Antonio Iaquinta, responsabile clientela istituzionale di State Street Global Advisors - è emerso che non sempre ai sistemi previdenziali con punteggi più elevati corrispondono i pensionati più felici».
Un esempio? «I Paesi Bassi - risponde Iaquinta - si collocano costantemente tra i sistemi pensionistici più solidi al mondo: il paese occupa, infatti, la posizione più alta nell’indice Melbourne Mercer Global Pension e mantiene un livello molto elevato di tassi di copertura, adesione e percentuali di risparmio. Tuttavia, è all'ultimo posto per quanto riguarda il grado di soddisfazione durante la pensione. Al contrario, negli Stati Uniti i risparmiatori con un piano a contribuzione definita sono molto fiduciosi e ottimisti in merito alle loro prospettive e sono generalmente soddisfatti quando raggiungono l’età della pensione, nonostante i livelli di risparmio relativamente modesti e una bassa posizione nello stesso indice».

Dal report risulta che i fattori chiave che determinano la felicità durante il pensionamento sono una combinazione di tre elementi: fiducia nella stabilità del sistema pensionistico di un paese, un forte senso di responsabilità personale rispetto agli obiettivi da raggiungere e un buon livello di preparazione in merito a quanto è stato accumulato a fini previdenziali.

«In Italia - sottolinea Iaquinta -i continui cambiamenti, a prescindere dalla valutazione di merito, non depongono a favore della stabilità e della credibilità del sistema pensionistico». Anche in Germania e Paesi Bassi nuove riforme stanno per essere introdotte. «Si tratta di cambiamenti che vanno a minare la fiducia dei cittadini - aggiunge Iaquinta -. Solo nel caso in cui queste riforme venissero attuate con successo e i singoli individui accettassero pienamente il proprio ruolo all’interno del nuovo sistema, questi paesi potrebbero avvicinarsi ai livelli di soddisfazione della Svezia (uno degli stati meglio posizionati in classifica), che presenta un sistema consolidato, sostenibile e di facile comprensione.

Ma quali sono le oasi felici per i pensionati? Secondo il report di State Street Global Advisors al top del ranking troviamo Stati Uniti, Australia e Svezia.

Negli Stati Uniti - che raggiungono un punteggio di 4,1 su 5 - gli intervistati hanno tutti accesso a un piano di risparmio previdenziale. Questa popolazione fortunata - solo la metà dei lavoratori americani ha accesso a un piano previdenziale sottolinea lo studio - considera il sistema ragionevolmente stabile, ha un forte senso di responsabilità e attivi complessivi elevati.

Al secondo posto si trova l’Australia (3,9 punti), che dispone di un sistema completo e consolidato con un elevato grado di responsabilità individuale.

Condivide la seconda posizione la Svezia (3,9 punti), con un sistema consolidato e ben compreso che è sostenibile ed è il risultato di una combinazione di finanziamento pubblico e privato. Al quarto posto c’è la Germania (2,8 punti) che si trova sul punto di attuare delle riforme. Se andranno a buon fine,si legge nel report, « potranno alimentare la fiducia e il senso di responsabilità, contribuendo ad aumentare la felicità».

L’Irlanda (2,6 punti) è quinta: il Paese dispone di bassi attivi ma promuove la responsabilità individuale e precede il Regno Unito (2,4 punti) che nonostante la riforma «Freedom and Choice» continua a fare i conti con la mancanza di fiducia nel sistema pensionistico. L’Italia è penultima (2,2 punti): «Il paese - spiega Iaquinta - ha introdotto riforme severe per rendere sostenibile il suo sistema pensionistico. Nel frattempo ha un problema di adeguatezza a causa degli attivi bassi e della scarsa fiducia nel sistema». Ultimi i Paesi Bassi (2,1 punti) che nonostante dispongano di attivi elevati e di un sistema pensionistico ben sviluppato, ma stanno sperimentando una transizione del modello di risparmio che ha creato un basso senso di responsabilità e prospettive cupe.

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