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Fondi Ue Toscana: per fine anno centrato il target di spesa ma i pagamenti…

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Fondi Ue Toscana: per fine anno centrato il target di spesa ma i pagamenti sono ancora troppo lenti

Firenze. La sede della Regione Toscana  (Ansa)
Firenze. La sede della Regione Toscana  (Ansa)

I bandi regionali finanziati con fondi europei possono essere strategici per sostenere i progetti di ricerca e di sviluppo imprenditoriale. A patto che le aziende siano in grado di aspettare i tempi della burocrazia. L'attesa media per l'erogazione degli aiuti europei (e dunque per la conclusione del procedimento) da parte della Regione Toscana è infatti di 217 giorni, come è emerso nella commissione Politiche europee del Consiglio regionale che, nei giorni scorsi, ha ascoltato il direttore generale di Sviluppo Toscana (la società in house della Regione Toscana che gestisce i fondi comunitari), Orazio Figura, e la dirigente della Giunta regionale, Angelita Luciani, per fare il punto sulle scadenze di rendicontazione dei fondi europei di fine anno.

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“Duecentodiciassette giorni sono tanti, davvero troppi”, ha sottolineato il presidente della commissione consiliare, Tommaso Fattori, spiegando il ritardo pesante: “La Commissione europea prevede 90 giorni - ha detto - che con i tempi di integrazione della documentazione possono diventare al massimo 120: anche questo è un problema da risolvere nel 2019, per evitare danni alle imprese, minori investimenti o una riduzione dei progetti». In sostanza, la sfida sarà quella di dimezzare (almeno) i tempi medi di erogazione.

I rallentamenti procedurali sono legati soprattutto al sistema informativo acquisito dalla Regione Piemonte che, secondo quanto riferito da Fattori, “ha già richiesto moltissime modifiche e costi alti: un sistema che non è ancora del tutto efficiente e che causa lavoro aggiuntivo al personale di Sviluppo Toscana oltre che rallentamenti che si ripercuotono sulle imprese».

In ogni caso negli ultimi tempi la situazione è migliorata - è stato sottolineato nell'audizione della commissione consiliare - con la ridefinizione complessiva del sistema che presiede all'istruttoria di ammissibilità delle domande di finanziamento, al controllo della spesa rendicontata e al pagamento dei contributi ai beneficiari (che possono essere anche liberi professionisti). Fra le misure di accelerazione introdotte, che stanno dando risultati, c'è la possibilità di rendicontare i progetti attraverso la certificazione di un revisore contabile.

Sul fronte delle spese da rendicontare alla Ue entro fine 2018, entrambi i dirigenti regionali Figura e Luciani hanno rassicurato sul raggiungimento dei target. L'aggiornamento al 20 novembre scorso del monitoraggio sul Por Creo-Fesr della Toscana indica che, entro il 31 dicembre, devono essere certificati 22,69 milioni di euro per raggiungere così il target n+3 pari a 125,3 milioni, e non rischiare di perdere i fondi europei. Le risorse considerate “certificabili” sono però quasi 35 milioni, sufficienti quindi a superare il target. Il piano finanziario 2014-2020 prevede 792,44 milioni di disponibilità, di cui a oggi 545,23 impegnati (68,8%) e 176 milioni pagati (22,2%).

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