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Riso dalla Cambogia e Myanmar, a gennaio tornano i dazi

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Riso dalla Cambogia e Myanmar, a gennaio tornano i dazi

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Il produttori italiani hanno vinto: a partire da metà gennaio l’Ue ripristinerà i dazi sull’importazione di riso dalla Cambogia e dal Myanmar, il cui sbarco in Europa a prezzi più che concorrenziali aveva stravolto al ribasso il mercato costringendo molti agricoltori a rinunciare alla semina. Sulla proposta della Commissione del mese scorso il Comitato per il commercio Ue si è espresso con 13 voti a favore, 8 contro e 7 astenuti: in pratica, significa che la proposta non è stata bloccata, quindi la palla torna alla Commissione stessa. Che con tutta probabilità non contraddirà se stessa e procederà con il ripristino dei dazi. Quello che manca, insomma, è solo un atto formale, che con buona probabilità dovrebbe arrivare nel giro di pochi giorni, forse questa settimana stessa.

Le nuove clausole di salvaguardia - un dazio doganale pari a 175 euro a tonnellata per il primo anno e in misura ridotta per il secondo e per il terzo - dovrebbero essere effettive apartire da metà gennaio. In Italia i risicoltori sono 4mila e da soli producono il 50% di tutto il riso coltivato in Europa. Per loro si tratta di una vittoria significativa: sono stati infatti i primi a denunciare che la concessione di condizioni agevolate ai Paesi dell'Est asiatico, secondo la clausola “Everything but the arms” (tutto tranne le armi) aveva finito col mandare a gambe all'aria le quotazioni del riso prodotto in Europa, con gravi ripercussioni sui ricavi dei coltivatori. Ricorda l'Ente Risi che tra il 2012 e il 2017 l'import di riso cambogiano è aumentato dell'822%; al contrario, dal 2016 a oggi le quotazioni dell'arborio sono scese da 700 a 300 euro alla tonnellata.
Alle proteste dei risicoltori, nel luglio del 2017, aveva fatto seguito una lettera di denuncia dell'Europarlamento sostenuta da Italia, Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria. A novembre dello stesso anno si erano attivati anche l'allora ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e quello dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Finché a marzo del 2018 la Commissione Ue ha aperto l'inchiesta, i cui risultati sono stati resi noti a novembre, sulla base dei quali i commissari hanno appunto costruito la loro proposta di ripristino dei dazi.

Soddisfatta la Coldiretti: «E' necessario - ha detto il suo presidente, Ettore Prandini - che tutti i prodotti importati dall'estero seguano le stesse regole in vigore a livello comunitario in termini di rispetto delle norme sul lavoro, sull'ambiente e sulla salute». Per salutare l'attesa decisione “salva riso italiano” gli agricoltori provenienti dalle diverse aree di coltivazione si sono riuniti nella sede della Coldiretti a Roma dove è stata preparata una maxirisottata Made in Italy. «Auspichiamo che entro dicembre si raggiunga l'accordo per adottare la misura ripristinando i dazi sull'import da Cambogia e Birmania - ha dichiarato Dino Scanavino, presidente della Cia Agricoltori italiani -. Resta inteso che, per Cia, è fondamentale il ritorno dei dazi alle importazioni di riso dal Sud-Est asiatico a 175 euro a tonnellata, non solo per il primo anno ma anche per gli anni successivi».

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