Economia

Il tessile di Como prova a ripartire

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DISTRETTI

Il tessile di Como prova a ripartire

(Bloomberg)
(Bloomberg)


A confortare è solo il trend più recente, quella crescita del 4,8% dei valori di vendita registrata nel primo semestre dell’anno. Inversione di rotta quanto mai gradita per il tessile di Como, che in effetti nella fotografia scattata dalle 27esima edizione dell’Osservatorio del distretto locale stenta ancora a trovare la strada del rilancio sistematico.

Dall’esame dei bilanci delle aziende, analisi su 150 realtà locali effettuato dall’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, emerge infatti una pericolosa stasi sia nei ricavi che nei margini, pur in presenza di un’ampia dispersione dei risultati.

Il fatturato 2017, stimato in 1,78 miliardi di euro, si è ridotto infatti lo scorso anno dello 0,2%, terzo anno consecutivo in “rosso” dopo le frenate più consistenti del biennio precedente. Una prima dispersione è evidente già qui, con le migliori realtà a sviluppare crescite vicine al 13% mentre il decile peggiore cede oltre 14 punti di vendite. A soffrire in modo particolare sono le torciture (-5,8%) mentre i risultati migliori sono per tintorie e stamperie, dove tre aziende su quattro crescono. L'aumento generalizzato dei costi che ha caratterizzato il 2017 si è traslato in una lieve erosione della marginalità e della redditività operativa. L’Ebitda è così in frenata per il terzo anno consecutivo e ancora sistematicamente inferiore rispetto alla media nazionale di settore.

Segnali un poco più rosei, come detto, vi sono per il 2018, con l'inchiesta congiunturale sulla tessitura serica italiana condotta da Sistema Moda Italia e dal Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como ad evidenziare una crescita del fatturato del 4,8% nel primo semestre, pur in presenza di una stazionarietà dei quantitativi venduti. La spinta è in arrivo in particolare dall’Italia, dove la domanda lievita dell’8,1%, mentre l’export arranca a +1,3%. Note positive vi sono però dal lato degli ordini, in crescita del 7,8%. E infatti, le informazioni preliminari disponibili per la seconda parte dell'anno suggeriscono una evoluzione ancora positiva del fatturato distrettuale nel terzo trimestre 2018.
Se il distretto continua a mantenersi vivo e vitale, a preoccupare è la progressiva segmentazione del mercato, con la coesistenza di aziende in forte espansione e altre che perdono quote di mercato, a parità di tipologia produttiva.

Lo scenario per i prossimi mesi - spiegano gli analisti - resta positivo, sebbene in un quadro di rallentamento dell'economia mondiale e denso di rischi: dal protezionismo a Brexit, agli sfidanti appuntamenti in calendario in Europa.

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