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Arena di Verona, un nuovo sciopero mette a rischio la prima della Bohème

Dopo la cancellazione del concerto dell’Immacolata, domenica scorsa, a causa dello sciopero annunciato dai alvoratori dell’Arena di Verona, il terzo giorno di protesta proclamato lo scorso due dicembre rischia ora di far saltare anche la prima di Boheme, in calendario al teatri Filarmonico domenica prossima. Dallo sciopero, tuttavia, si è dissociata la Cisl che, dopo l’incontro con il sindaco federico Sboarina, ha scelto la linea del dialogo.

Dei tre giorni di sciopero proclamati, in realtà, ne restano ancora due, dato che quello annunciato per domenica scorsa non conta, essendo saltato il concerto. Il primo sciopero è invece avvenuto lo scorso 7 dicembre, proprio mentre alla Scala di Milano andava in scena l’«Attila» di Verdi. Scioperi dichiarati la settimana prima dall’assemblea dei lavoratori, che aveva anche sfiduciato i vertici della Fondazione lirica.

Ora si vedrà se anche la prima della Bohème, prevista il 16 dicembre in apertura della stagione del Teatro Filarmonico, sarà cancellata, oppure se si apriranno spiragli nella trattativa tra sindacati e dirigenza. La Cisl (che non aveva partecipato all’assemblea di una settimana fa) ha fatto sapere attraverso i suoi rappresentanti territoriali di essere disponibile ad aprire da subito un tavolo di confronto. Anche la Cgil afferma di «auspicareche ci siano le condizioni di una ripresa della trattativa con un soggetto autorevole che ne sia garante».

E proprio qui sta uno dei problemi: i lavoratori (che per due mesi sono rimasti a casa senza stipendio per ottemperare al piano di risanamento dlel’ente lirico) non riconoscono nella dirigenza un soggetto adeguato a gestire la crisi che da anni attraversa il celebre teatro lirico veronese e che la scorsa estate è culminata nello scontro intestino tra gli stessi dirigenti, con il direttore generale De cesaris e altri due manager apicali che avevano scritto al sindaco una lettera critica nei confornti della gestione della sovrintendente Cecilia Gasdia. Tra le altre cose i dipendenti contestano l’inadeguatezza della pianta organica e le carenze della programmazione.

Venerdì un incontro tra il sindaco Federico Sboarina e i rappresentanti delle sigle sindacali avrebbe rassicurato i lavoratori sulla volontà di garantire una programmazione su tutto l’arco dell’anno, anche alla luce «dei positivi risultati economici sin qui conseguiti e dei finanziamenti statali della legge Bray», ossia 9 milioni di euro in arrivo, confermati proprio nelle scorse settimane.

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