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Zucchetti e Erbolario, “gemelli diversi” di Lodi e campioni del…

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Zucchetti e Erbolario, “gemelli diversi” di Lodi e campioni del made in Italy

(Fotogramma)
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All’Erbolario garantiscono di usare i gestionali Zucchetti, e il fondatore di Zucchetti giura che da anni regala prodotti L’Erbolario. Ma al di là di queste cortesie tra galantuomini, le due famiglie di imprenditori di Lodi hanno apparentemente in comune, oltre all’appartenenza territoriale, solo la data di avvio delle rispettive aziende: per entrambe il 1978.

Coincidenze che hanno portato i fondatori a raccontarsi in pubblico, di fronte alla comunità che ospita gli stabilimenti, in un incontro organizzato dall’associazione culturale Futura. Per la verità le due realtà imprenditoriali hanno almeno anche un’altra cosa in comune: sono due aziende che oggi si confermano leader in Italia nei propri settori – l’information technology per Zucchetti, la fitocosmesi per L’Erbolario – e che rivelano in realtà diverse altre affinità: per esempio l’obiettivo di migliorare le performance all’estero.

I mercati stranieri per quanto riguarda L’Erbolario producono ricavi «vergognosamente bassi», come sostiene Franco Bergamaschi, fondatore con la moglie Daniela Villa: oggi “solo” il 12,5% del fatturato deriva dall’estero. La percentuale è al 15% invece per il Gruppo Zucchetti, che proprio di recente si è aggiudicato la gestione degli accessi in due stadi del Qatar per i prossimi Mondiali di calcio.

Per Zucchetti balzo dirompente
Delle due aziende, la crescita più dirompente l’ha vissuta il Gruppo Zucchetti, che nell’ultimo decennio ha, di fatto, raddoppiato quasi tutti i numeri: i 220 milioni di fatturato 2008 - anno della successione da Domenico “Mino” Zucchetti ai figli Cristina e Alessandro – sono diventati 466 milioni per il 2017 (più 13,7% sul 2016), i clienti sono cresciuti da 60mila a 160mila e i dipendenti da 1.700 a 4mila (1.200 dei quali a Lodi), con 750 nuove assunzioni negli ultimi tre anni e 15 nuove società acquisite nel 2018.

Erbolario avanti in modo costante
Più graduale la crescita dell’Erbolario, che ha chiuso il 2017 con un fatturato di 81,7 milioni, stabile sul 2016: oggi l’azienda conta 190 dipendenti diretti, che diventano 900 includendo i negozi in franchising, con più di cinquemila punti vendita in Italia e 42 negozi all’estero.

Vocazione in rosa
Ad accomunare le due imprese ci sono anche la forte componente femminile (in Zucchetti le donne sono il 44% dei dipendenti, e L’Erbolario con il suo 70% è tra le imprese più rosa d’Italia) e l’attenzione all’economia circolare, come si avverte dall’ingresso nelle rispettive sedi: il quartier generale Zucchetti è un’avveniristica torre certificata Leed Gold, mentre L’Erbolario sforna anche packaging biodegradabili dal nuovo centro logistico, alimentato da pompe di calore e pannelli fotovoltaici. Due posti di lavoro in cui «non ci si ferma, mai - dice Mino Zucchetti, 80 anni compiuti da poco e una nuova passione per l’intelligenza artificiale – e bisogna saperne sempre una più del diavolo». L’Erbolario ha 20 ricercatori nel laboratorio R&D, mentre in Zucchetti le parole d’ordine sono big data e IoT, e il Gruppo dichiara che mille dei 4mila dipendenti operano in ricerca e sviluppo.

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