Economia

Ex Alcoa di Portovesme, intesa con i cinesi di Chinalco

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sardegna

Ex Alcoa di Portovesme, intesa con i cinesi di Chinalco

Contratto con i cinesi della Chinalco, presentazione piano industriale e avvio lavori di revamping degli impianti. La Sider Alloys, azienda svizzera che ha acquistato lo stabilimento di alluminio primario ex Alcoa di Portovesme, indica tempi e tappe per gli interventi propedeutici al riavvio degli impianti. Questa mattina, nel corso di un incontro al Mise cui hanno partecipato anche i sindacati e Invitalia la dirigenza di Sider Alloys ha indicato tempi e modalità per gli interventi. A effettuare i lavori di revamping dell'impianto sarà la Chinalco. La firma, come chiaraiscono dall'azienda «è prevista per i prossimi giorni». Per il 20 febbraio è prevista invece la presentazione del piano industriale. Il Programma segnerà il nuovo corso per la fabbrica che, sino alla chiusura, produceva alluminio primario per pani placche e billette (”con buoni premi sui mercati internazionali”) per circa 155mila tonnellate annue e un fatturato di circa 580 milioni di euro. «Nel corso della presentazione ufficiale di febbraio - anticipa Gaetano Libia, responsabile relazioni istituzionali Sider Alloys - saranno indicate modalità di intervento e saranno chiarite quali attività saranno portate avanti». L'avvio degli interventi veri e propri, propedeutici al riavvio degli impianti di produzione, è previsto per i primi giorni di marzo. Il programma prevede la ricostruzione delle celle elettrolitiche ferme dall'ottobre del 2012 e la sistemazione della fonderia. A marzo, partiranno anche le altre assunzioni. Per il momento all'interno dello stabilimento operano “tecnici di alto profilo”. I lavori nello stabilimento dovrebbero durare circa un anno. Il programma di interventi prevede investimenti per 135 milioni di euro (8 a fondo perduto, 84 finanziati con tasso agevolato, 20 stanziati dall'Alcoa e il resto messo a disposizione dal nuovo proprietario) e un'occupazione di che oscilla tra le 400 e le 500 persone (370 diretti, 70 a contratto ed altri eventuali 50 in caso di riavvio della fabbrica degli anodi). A dicembre si è svolta l'assemblea straordinaria che aveva all'ordine del giorno l'aumento di capitale e la sottoscrizione da parte di Invitalia del 20,33% delle quote e l'1 per cento dall'associazione dei lavoratori. La holding, che ha messo a disposizione un impianto per trafilare l'alluminio del valore di 5 milioni di euro, ha inoltre costituito una società in house che si occuperà delle manutenzioni interne. Non solo, recentemente è stata costituita anche la Sider Alloys energy che operà «nel mercato dell'energia, con particolare attenzione all'approvvigionamento dello smelter di Portovesme».

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