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Politica di coesione

Senzatetto, piano-Rom, Bike park e piste ciclabili: ecco come Roma spende i fondi europei

Dalla mobilità al sociale, con cordoli hi-tech e nuove piste ciclabili, ai condomini per l'accoglienza dei senza tetto, fanno progressi a Roma i progetti Pon Città metropolitane, finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), in gran parte avviati alla fase attuativa dopo una lunga fase progettuale dovuta alla particolare complessità della Capitale. A consuntivo dell'anno appena concluso, l'Organismo Intermedio presso il Dipartimento Progetti di sviluppo e finanziamenti Ue del Comune di Roma registra il superamento dei target 2018 in tre su quattro filoni del programma di interventi (escluso il capitolo relativo all'assistenza tecnica e la comunicazione), a partire dall'Agenda Digitale Metropolitana (9 progetti per 10 mln di euro), dove la spesa già rendicontata (2,43 mln di euro) è al 142% del target previsto. Entrambi al 137%, rispettivamente per 482mila e 403mila euro, i target raggiunti per il filone dei servizi per l'inclusione sociale (11 progetti, 9,8 mln) e delle infrastrutture per l'inclusione sociale (6 progetti, 3,3 mln), mentre in coda si piazza con un certo affanno il 62% (pari a 1,42 mln di euro) del target rilevato per il filone di intervento dei progetti di sostenibilità dei servizi pubblici e mobilità urbana (10 progetti, 13,5 mln), da sempre croce della Capitale d'Italia.

GUARDA IL VIDEO / Pon Metro, a Roma cordoli hi-tech e due nuove ciclabili

Mobilità urbana in primo piano
A Roma, la mobilità urbana è tema attualissimo e attira finanziamenti (un terzo dei 37,77 mln delle risorse complessivamente assegnate a Roma dal Pon Metro 2014-2020). Dopo due anni di faticosa istruttoria dovuta alla difficoltà di coordinare uffici comunali e statali con competenze sovrapposte per interventi su un tessuto urbano iper-tutelato, è ormai alla fase della progettazione esecutiva, che dovrebbe andare in porto entro l'anno, il progetto per gli Hub multimodali per la mobilità, mattatore delle risorse Pon in campo (5 dei 13,5 mln previsti per questo capitolo del Pon Metro). Si tratta di “bike park” di design collocati presso stazioni ferroviarie e metropolitane e nei principali nodi di scambio del trasporto pubblico, attrezzati per incentivare l'utilizzo delle bici e fornire servizi di mobilità sostenibile (colonnine di ricarica elettrica, bike e car sharing). Il primo e principale di questi hub sorgerà in Piazza dei Cinquecento, a Termini, su un'area delle Ferrovie.

Piste ciclabili e nuovi cordoli
Grazie a una relativa accelerazione registrata nel 2018, dopo una lunga e complessa conferenza dei servizi che ha reso necessaria anche la riprogrammazione degli interventi, è tutto sommato a buon punto anche il Piano per la ciclabilità, e in particolare le piste ciclabili per favorire gli spostamenti a due ruote. Su via Nomentana (1 milione e 725mila euro stanziati) la nuova infrastruttura da 3.6 km è già in buona parte completata (parte operativa, parte in fase di collaudo) e su via Tuscolana (542mila euro), dove il cantiere per la nuova pista - che farà parte del Grande Raccordo Anulare delle Bici - è in corso dallo scorso luglio.
Praticamente completati gran parte degli interventi minori del capitolo mobilità urbana: dai 124 parcheggi per biciclette vicino a metro, scuole, uffici pubblici, e università ai cordoli hi-tech per le corsie preferenziali destinate a facilitare lo scorrimento dei mezzi del trasporto (come in via Emanuele Filiberto, Viale Libia, Viale Eritrea, via Nomentana, via Quinto Publicio-Orazio Pulvillo, e via Val Melaina). Interventi, questi ultimi, complessivamente finanziati con oltre 600mila euro e finiti subito nel mirino dei commercianti in quanto “ostacolo” allo shopping. In questo filone rientra anche l'introduzione di nuovi sistemi di infomobilità e di trasporto intelligente, con più telecamere per il controllo delle corsie preferenziali e della precedenza ai semafori e sistemi in grado di garantire la rilevazione immediata del traffico e comunicarli alla centrale operativa per evitare ingorghi e garantire fluidità alla circolazione di bus e tram. Stanziati per questa voce 3,5 milioni di euro.

L'inclusione per “superare” i campi Rom
Nella Capitale, il Pon Metro 2014-2020 finanzia poi - con quasi lo stesso importo previsto per le infrastrutture della mobilità urbana – gli interventi per il sociale, distinti in servizi per l'inclusione e infrastrutture sociali. Nel primo gruppo la “voce” più consistente riguarda gli interventi per il «superamento» dei campi Rom e l'inclusione di Rom e Sinti con percorsi di accompagnamento alla casa e all'occupazione. Si tratta di quasi 4 milioni di euro in due lotti per gli interventi presso il campo della Barbuta (86 nuclei familiari) e della Monachina (26). Nel primo caso la gara da 1,2 milioni è stata già assegnata alla Croce Rossa nel 2018, nel secondo una seconda gara è in vista, dopo la prima andata deserta per carenza di offerte. Obiettivo: promuovere la firma di “patti” con l'amministrazione, che impegnino le famiglie degli ospiti a lasciare i campi con misure di accompagnamento come il sostegno per l'affitto e l'inserimento lavorativo e scolastico. La scommessa è quindi di avviare una sorta di “effetto domino”, che partendo da pochi nuclei porti le famiglie Rom a scegliere in modo permanente la strada dell'inclusione, presupposto allo smantellamento dei campi. Anche per questo nei primi mesi del 2019 l'intervento verrà sottoposto ad attento monitoraggio dei risultati per verificare l'effettiva replicabilità.

Condominio sociale per l'emergenza senza dimora
Altro fronte “sociale” finanziato dal Pon Metro (anche in tandem con altri Fondi Ue) è il sostegno e l'assistenza dei senzatetto. Si tratta di un esercito tra le 7mila e le 10mila persone, secondo alcune stime, citate dal Papa Francesco nel “Te Deum” di fine 2018 in S. Pietro come una assoluta priorità sociale perché «costrette a vivere in condizioni di schiavitù indegne di persone umane». Tra i progetti nello stadio più avanzato spicca l'adeguamento strutturale di un immobile di 12 mini appartamenti in via dei Reti nel quartiere di S. Lorenzo (un bene sottratto alla mafia già acquisito dall'amministrazione capitolina) da destinare a “condominio sociale” per clochard secondo il principio dell'Housing first, una politica attiva basata non sull'assistenza ma sull'accompagnamento dall'alloggio temporaneo alla piena autonomia alloggiativa e lavorativa. A supporto, è attualmente in corso la gara europea, sempre finanziata dal Pon Metro, per l'affidamento dei servizi di assistenza del progetto (gestione appartamenti, portierato sociale, spese personali degli ospiti e percorsi di formazione e reinserimento). Nel rendiconto parziale e in corso d'opera degli interventi manca per ora la voce “assistenza tecnica e comunicazione” (poco più di 1 milione di euro), per una scelta precisa dell'autorità intermedia, che finora ha voluto puntare sulle potenzialità e le competenze delle risorse interne all'amministrazione.

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