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Made in Italy al palo: ferma la Germania, crolla l’auto

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Made in Italy al palo: ferma la Germania, crolla l’auto

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Nessun crollo, per fortuna. Ma il rallentamento è evidente, con il nostro principale mercato di sbocco, la Germania, ad aumentare gli acquisti di Made in Italy appena dello 0,8%.

Come anticipato dai dati Eurostat, novembre non è stato un mese brillante per le nostre esportazioni, in aumento di appena un punto rispetto all’anno precedente, in calo dello 0,4% nel confronto destagionalizzato. Una debolezza su base annua diffusa a quasi tutte le aree, testimoniata dal +1,4% in Europa e dal +0,4% extra-Ue, risultati diffusi dall’Istat che riducono ancora il già magro bottino del 2018: tra gennaio e novembre resta una crescita del 3,5%, meno della metà rispetto a quanto realizzato nel corso del 2017.

Se i pesanti cali di Turchia, Russia, Medio Oriente e Svizzera vanno quasi ad azzerare il bilancio extra-Ue, in Europa il clima è più variegato, con crescite ancora interessanti in mercati non marginali com Spagna o Paesi Bassi. A pesare sulla media è però la stagnazione degli acquisti di Francia e Germania, dove le crescite ci sono ma sono inferiori al punto percentuale.

Il brusco calo della produzione di auto in Germania, già concretizzato a novembre con un calo del 20% e proseguito a dicembre con la stessa intensità, sarà forse maggiormente visibile nel dato di fine anno, anche se qualche effetto è già riscontrabile. La componentistica di gomma-plastica, ad esempio, cresce solo dello 0,8% (+5,3% nei primi 11 mesi) e anche nei metalli (+3% rispetto al +9,7% del periodo gennaio-novembre) il rallentamento è evidente.

La crescita degli acquisti tedeschi in media si ferma così allo 0,8%, negli 11 mesi è pari invece al 4,1%, segnalando anche in questo caso un trend per nulla favorevole.

Guardando i settori, è invece chiaramente l’auto il nodo principali, con l’ennesimo calo a doppia cifra nei mercati extra-Ue, in particolare negli Stati Uniti e in Cina. In 11 mesi il mercato di Pechino ha assorbito il 62% di auto in meno rispetto a quanto accaduto nel 2017.

Tra i settori analizzati dall’Istat è di gran lunga il peggiore (-16,2% nel mese), unico comparto in rosso nel bilancio degli 11 mesi.

Dal lato dell importazioni la crescita apparente è ampia (+3,4%), valore che tuttavia si dimezza all’1,6% escludendo dal calcolo l’energia e considerando solo la manifattura. Il saldo commerciale degli undici mesi si attesta poco oltre i 36 miliardi di euro, quasi 6,5 in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.

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