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Pirati, in ripresa gli abbordaggi ai mercantili: il Golfo di Guinea…

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Pirati, in ripresa gli abbordaggi ai mercantili: il Golfo di Guinea l’area più a rischio

Dopo anni di trend in discesa, ricominciano a salire gli attacchi di pirati alle navi nel mondo. Nel 2018 sono arrivati a 201, alcuni dei quali hanno coinvolto anche unità italiane, contro i 180 dell’anno precedente.

A rilevarlo è il report annuale dell’Imb (International maritime bureau), la struttura della Camera di commercio internazionale (Icc) deputata a occuparsi di raccogliere le segnalazioni delle azioni di pirateria sul mare.

Gli attacchi a navi mercatili erano in discesa costante dal 2010, grazie anche alle missioni internazionali di controllo organizzate dalle marine militari (compresa quella italiana) e all’utilizzo, da parte di molte nazioni, di guardie armate a bordo.

Nel 2010 c’erano stati 445 attacchi in un anno, portati in larga parte (139) da pirati della Somalia. Poi le azioni di contrasto all’emergenza hanno cominciato a ottenere risultati: nel 2011 gli attacchi si sono ridotti a 439; nel 2012 a 297; nel 2013 a 264 e nel 2014 a 245. Nel 2015 i numeri sono sostanzialmente rimasti pari a quelli dell’anno precedente (246), mentre nel 2016 gli assalti sono scesi a 191, per arrivare al minimo storico di 180 nel 2017. L’anno scorso, invece, ci sono stati 21 attacchi in più.


Le zone più a rischio, inoltre, si sono spostate da un versante all’altro dell’Africa. Mentre, come si è accennato, tra 2010 e 2012 il numero maggiore di atti di pirateria è avvenuto al largo della Somalia, negli anni successivi l’area più a rischio è divenuta quella del Golfo di Guinea.

Non fa eccezione il 2018 che, come riporta il rapporto dell’Imb, ha visto il Golfo di Guinea diventare sempre più pericoloso per la navigazione mercantile. Nelle acque tra la Costa d’Avorio e la Repubblica democratica del Congo, gli attacchi «sono più che raddoppiati nel 2018».

Ma quella non è la sola zona a rischio. Sette sono le aree più pericolose nelle quali, l’anno scorso, si è registrato il 69% dei 201 attacchi. Prima la Nigeria (nel Golfo di Guinea, appunto), con 48 assalti; poi l’Indonesia, con 36; il Bangladesh con 12; la Malesia e il Venezuela, con 11 attacchi ciascuno; e il Ghana e le Filippine, ognuno con 10.

Le navi più abbordate nel 2018 sono le bulk carrier (59 gli assalti a portarinfuse), seguono le navi cisterna chimichiere e per il prodotto raffinato (50) e le portacontainer (18).

Tre le unità battenti bandiera italiana attaccate, che diventano quattro se, invece della bandiera, si verifica la nazionalità di chi le controlla. Erano tre anni (2015, 2016 e 2017) che non venivano denunciati attacchi a navi italiane. Gli ultimi assalti (sette) risalivano al 2014.

AREE INTERESSATE DA ATTACCHI PIRATI
I sette luoghi nel mondo nei quali si è concentrato il 69% degli incidenti con i pirati su un totale di 201 avvenuti tra gennaio e dicembre 2018. (Fonte: Icc-Imb)

TIPOLOGIE DI NAVI ASSALTATE
Periodo gennaio-dicembre 2018. (Fonte Icc-Imb)

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