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Arvedi, nuovo impianto da 20 milioni per potenziare la gamma nei tubi…

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SIDERURGIA

Arvedi, nuovo impianto da 20 milioni per potenziare la gamma nei tubi d’acciaio

Il capannone sta sorgendo a velocità sostenuta, proprio in questi giorni, nell’area di Porto Canale, alla perfieria di Cremona, vicino al fiume Po. è una struttura di circa 10mila metri quadrati nella quale il gruppo Arvedi ha investito 20 milioni di euro, per accogliere un nuovo forno per il trattamento termico di prodotti strutturali, aggiornato ai più recenti standard «green» e 4.0. L’obiettivo dell’azienda cremonese guidata da Giovanni Arvedi è allargare la gamma della controllata Arvedi Tubi Acciaio (Ata), attiva nel comparto dei tubi saldati e trafilati di acciaio al carbonio.

Il gruppo conta di avviare la produzione del nuovo forno (la cui tecnologia impiantistica e di processo è coperta da brevetti internazionali) entro la prossima estate. In particolare - assicura una nota dell’azienda - si tratta di un impianto esclusivo che consente l’ottenimento di un prodotto unico sul mercato sia per caratteristiche meccaniche che per precisione e che servirà soprattutto il settore avanzato delle costruzioni in acciaio. L’impianto è inoltre predisposto per un suo raddoppio che nei programmi del gruppo avverrà già nel 2020, e occuperà a regime circa 40 addetti per i quali è previsto un preventivo e specifico addestramento e una elevata formazione tecnica e metallurgica. A questo fine il gruppo Arvedi lancerà a breve una campagna di reclutamento di tecnici che coinvolgerà aziende e personale provenienti innanzitutto dal territorio locale.

«Siamo particolarmente contenti e orgogliosi di annunciare questo importante investimento - spiega Pierluigi Pegorari, amministratore delegato di Ata - Grazie a questo impianto puntiamo a crescere rapidamente e a diventare leader europei nel segmento della produzione del tubo strutturale a caldo. L'integrazione con Acciaieria Arvedi ci permetterà di sviluppare gradi di acciaio sempre più performanti in grado di soddisfare ed anticipare le crescenti richieste dei nostri clienti in termini di prestazioni dei materiali. Questo è inoltre un progetto green e ad alta tecnologia che rientra perfettamente nello spirito innovativo che da sempre, grazie all'intuito del Presidente Giovanni Arvedi, contraddistingue il nostro Gruppo e che punta alla massima competitività sul mercato con un’attenzione di riguardo anche all'ambiente».

La controllata del gruppo Arvedi ha chiuso il 2017 con un fatturato di 414 milioni, in crescita del 22% sull’anno precedente (incremento generato da un aumento del 18% dei prezzi medi di vendita e dalla crescita dei voumi di produzione del 4%), per un Ebitda di 21 milioni e un utile netto di 807mila euro (negativamente influenzato dalla svalutazione della partecipazione nella società Metalfer do Brasil). La quota di export è di circa il 63 per cento: il mercato tedesco si conferma lo sbocco principale delle esportazioni, mebtre gli altri mercati esteri di riferimento sono
quello statunitense, che nel 2017 aveva ripreso a pieno regime dopo il calo subito nel 2016, seguito da quello austriaco, polacco e francese.

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