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Hotel, investimenti in ripresa oltre quota due miliardi nel 2019

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Hotel, investimenti in ripresa oltre quota due miliardi nel 2019

Il mercato degli investimenti alberghieri nel 2018 segnato - secondo le stime EY - un rallentamento attestandosi a circa 1,3 miliardi, al di sotto del record di 1,6 miliardi registrato nel 2017 (-20%) dopo un periodo di crescita di tre anni consecutivi. Nonostante nel 2018 si siano verificate diverse operazioni su asset singoli per oltre 40 milioni - prosegue il Rapporto - la mancanza di vendite di grandi portafogli ha invertito la tendenza degli investimenti. Tuttavia, il volume rimane ben al di sopra dei livelli anteriori al 2016, a conferma del fatto che fondamentali di mercato solidi continuano supportano l'interesse degli investitori sia nazionali che internazionali. In particolare, il 40% del volume degli investimenti si riferisce allo sviluppo di nuovi hotel dalla conversione di edifici esistenti nelle zone centrali di Roma, Milano, Venezia e Firenze. Gli investitori domestici rappresentano il 44% del volume totale nel 2018, equamente distribuiti tra le transazioni di hotel esistenti e sviluppi, mentre il 35% degli acquirenti internazionali ha optato per nuovi sviluppi alberghieri.
Roma si conferma capitale anche nelle transazioni alberghiere - sottolinea il team EY coordinato da Marco Zalamena - per un totale di 2.200 camere d'albergo transate nel 2018 per un investimento complessivo superiore a € 500 milioni (40% del totale), seguita da Milano (17%), Venezia (11%) e Firenze (10%).
I primi quattro mercati rappresentano circa l'80% degli
investimenti totali. Anche gli investimenti in nuovi sviluppi alberghieri (progetto di conversione o acquisti a termine) si sono concentrati in queste
quattro città. Venezia, in termini di valore per camera d'albergo, si conferma
la città più cara (oltre 500mila euro per camera in media), seguita da Milano (245mila) e Roma (230mila).Sono invece diminuiti sia il numero di transazioni che il volume degli investimenti nelle destinazioni leisure, principalmente a
causa della mancanza di prodotti trophy e vendita di portafogli. Si registra un costante interesse da parte degli operatori e degli investitori verso le destinazioni leisure, tuttavia con la ripresa dei paesi del Mediterraneo i player diventano più selettivi in termini di micro-location e qualità degli asset. Nel 2018, gli investitori provenienti da Germania e Francia sono stati gli acquirenti più attivi sul territorio italiano, mentre gli Stati Uniti sono tornati ai livelli storici, dopo l'incremento registrato nel 2017 grazie all'acquisizione di Boscolo da parte di Varde Partners. Nonostante gli indicatori macroeconomici mutevoli - prosegue l’analisi del team EY di Zalamena - il 2019 presenta un outlookpositivo, in considerazione sia dei fondamentali di mercato solidi che della massiva pipeline di vendite alberghiere avviate lo scorso anno che dovrebbero essere completate nella prima metà del 2019. Si prevede che il volume totale degli investimenti supererà i 2 miliardi di euro entro la fine dell'anno, per la chiusura dell'acquisto annunciato di BelmondHotels and resorts (nella foto il Cipriani di Venezia) da parte di Lvmh -l'operatore possiede e gestisce 7 resortdi lusso in Italia, per un valore allocato stimato di circa 1 miliardo -e per la vendita in corso di un certo numero di singoli assete portafogli alberghieri nelle principali città italiane e nelle principali destinazioni turistiche. Gli acquirenti internazionali aumenteranno probabilmente la loro attività nei confronti del mercato italiano degli investimenti alberghieri, con un ruolo predominante degli Investitori istituzionali (core asset) e del private equity (value-add o development) che sono già posizionati sui principali asset. Inoltre, il mercato Npl dovrebbe alimentare ulteriori vendite all'asta di asset medio-piccoli, in particolare nelle destinazioni secondarie, dove gli investitori e gli operatori locali svolgono un ruolo di primo piano.

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