Economia

Trasporti eccezionali, l’allarme di Brescia

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INFRASTRUTTURE

Trasporti eccezionali, l’allarme di Brescia

La lunga serie di ponti crollati in Italia: 5 in 5 anni

Spedizioni sempre più lente per le imprese bresciane. Aib, con Federacciai e Anima, lancia il grido d’allarme sul tema dei trasporti eccezionali (Te): alla crescita delle richieste di questi ultimi si accompagna una generale ed esponenziale criticità nelle procedure del rilascio delle stesse per le aziende, oltre che nella regolamentazione normativa del settore.

«Il rischio è più che concreto: la merce spesso non riesce a partire e arrivare a destinazione – commenta Filippo Schittone, direttore di Aib –. Diviene fondamentale, a questo punto, trovare in tempi estremamente rapidi soluzioni efficaci al problema. Non possiamo permetterci di aspettare ulteriormente: ogni giorno che passa aumenta il rischio che le merci restino bloccate e le aziende non siano in grado di rispettare i tempi di consegna, con il pericolo di perdere mercato e competitività rispetto ai concorrenti internazionali. Ne abbiamo discusso approfonditamente durante uno workshop lo scorso 25 gennaio proprio in Aib con tutte le altre componenti del Sistema Confindustria interessate: dalle territoriali lombarde a Federacciai, Anie, Anima, Aite, Ance, Confetra Nord-Est e Assoanna»

Secondo le elaborazioni di Confindustria su dati della provincia di Brescia, nel 2018 sono state complessivamente rilasciate 5.445 autorizzazioni Te, divise tra «singole e multiple (1.378, 25, il tre per cento), «periodiche» (2.926, il 53,7 per cento) e di altro genere (1.141, il 21 per cento). Una recente indagine condotta da Federacciai ha inoltre stimato in 515.235 le tonnellate movimentate con Trasporto eccezionale nello scorso anno, cifra che si riferisce ai soli spostamenti con origine e destinazione all'interno della provincia.

A questi numeri si accompagnano però una serie di criticità presenti sulle infrastrutture della provincia di Brescia, individuate da Federacciai in dieci tratte. Nello specifico, si tratta della tangenziale sud di Brescia, in località San Zeno (si tratta del cavalcavia n.220, lo scavalco con l’autostrada A21), di via Volta, a Brescia (cavalcavia n.221), la statale 45 bis (il cavalcavia n.214, vale a dire lo scavalco con la A4), via Serenissima a Brescia, in località Buffalora (cavalcavia n.220, scavalco A4); la strada provinciale 510 Marone-Iseo (limitato alle 30 tonnellate al passaggio). Federacciai indica inoltre criticità in diversi tratti della statale 42 (sia in provincia di Bergamo che a Brescia), sulla Sp 112 (località Piamborno Ponte Trobiolo), sulla sp ex statale 1 (il ponte sul fiume Oglio), sulla statale 668 (ponte in località Manerbio) e sulla sp Bs Ix (tra Capriano e Azzano Mella).

«Questi assi viari - si legge nella nota di Anima, Aib e Federacciai - rappresentano solo una piccola parte di tutte le infrastrutture che, in Italia, necessitano di manutenzione per circa 3 miliardi di euro complessivi, a fronte di un calo degli investimenti delle province, passati dagli 1,9 miliardi del 2009 ai 700mila euro del 2018» sia per le strade che per le scuole.

Il problema - prosegue la nota di Aib - non si esaurisce solo con la manutenzione delle opere viarie. Ad essa si aggiungono: la restrizione generalizzata al rilascio delle autorizzazioni a seguito del cedimento del ponte di Annone-Brianza (a tutt’oggi l’unico incidente riguardante un TE su un’infrastruttura già ampiamente oggetto di rilievi critici); nuovi oneri autorizzativi, con spese direttamente a carico del richiedente; la progressiva riduzione dei limiti di carico su un numero sempre crescente di tratti, l’aumento dei costi di trasporto per frazionamento del carico (quando possibile); il ricorso ad altre modalità oppure l’impossibilità di svolgere il trasporto stesso; l’aumento del traffico stradale e relativa congestione.

Tra le istanze avanzate dal mondo industriale, spicca la necessità di un intervento immediato e risolutivo per una situazione che si sta dilungando, in particolare nel rilascio delle autorizzazioni, che dovranno essere più flessibili in funzione delle diverse esigenze. Inoltre le parti interessate del Sistema Confindustria chiedono lo studio, insieme a Regione Lombardia e agli Enti gestori, delle reti di soluzioni emergenziali, con percorsi alternativi che nell'immediato diano le possibilità a tali veicoli di circolare in totale sicurezza, maggiore celerità e condivisione nella definizione della normativa dedicata al settore, una manutenzione costante delle infrastrutture, più incentivi alle Province e un coordinamento attivo tra Regioni, Province ed Enti gestori delle strade.

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