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Lavoro in somministrazione, Brescia e Milano tirano il freno

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OCCUPAZIONE

Lavoro in somministrazione, Brescia e Milano tirano il freno

Una richiesta praticamente dimezzata nello spazio di pochi mesi. Dopo il -26% accusato nel terzo trimestre, la domanda di lavoratori in somministrazione nella provincia di Brescia frena ancora pesantemente: la flessione è del 43% rispetto alle rilevazioni dello stesso periodo dell’anno scorso. E l’Associazione industriale bresciana punta il dito senza mezzi termini verso il Decreto dignità, giudicato determinante, insieme al peggioramento congiunturale nella seconda parte dell’anno, nella definizione di questo scenario.

«Il dato dell’ultimo trimestre è significativo - spiega Roberto Zini, vicepresidente di Aib con delega a Lavoro, Relazioni industriali e Welfare -, e si collega in particolare a due diversi aspetti. In primo luogo il peggioramento della congiuntura economica negli ultimi sei mesi del 2018 rispetto allo stesso intervallo del 2017; a fronte di questo quadro economico, e nonostante le numerose sollecitazioni di Confindustria, il Governo ha varato una manovra che si concentra quasi esclusivamente sulla redistribuzione delle risorse, senza comprendere che queste ultime vanno innanzitutto create. A ciò si aggiunge il secondo elemento, ovvero la prosecuzione dell’impatto negativo avuto dal Decreto dignità, che ha irrigidito la buona flessibilità dei contratti a termine, soprattutto sulle causali dei ricorsi e la durata degli stessi».

Il dato bresciano si affianca all’analoga rilevazione condotta nell’area milanese dall’Osservatorio di Assolombarda, che evidenzia risultati ancora più negativi: -58% nell’ultimo trimestre dello scorso anno, che segue la frenata del 37% maturata nel terzo trimestre. Si tratta della contrazione più significativa dal 2013, quando è stato costituito l’Osservatorio che monitora con cadenza trimestrale il mercato del lavoro in somministrazione attraverso le richieste delle imprese sul territorio di Milano, Monza e Brianza, Lodi.
. «Sommando i dati dei due territori - spiega una nota dell’Aib -, che insieme cubano il 65,2% del valore aggiunto lombardo e il 14,2% di quello nazionale» si evidenzia come «in un anno la richiesta di lavoratori in somministrazione si è ridotta, a Milano e a Brescia, di oltre 25mila unità».

Le caratteristiche anticipatorie del contratto di somministrazione – precisa la relazione introduttiva all’Osservatorio Aib – gettano delle incognite sulla tonicità del mercato del lavoro nel prossimo periodo; la sensazione è che le flessioni di questi ultimi mesi abbiano un profilo per certi versi strutturale.

La dinamica complessiva della domanda di lavoratori in somministrazione è stata in particolare trascinata al ribasso dalle flessioni nelle richieste di personale non qualificato (-52% rispetto al corrispondente periodo del 2017) e di addetti al commercio (-44%). I conduttori di impianti (-38%), gli operai specializzati (-29%), i tecnici (-19%) e gli impiegati esecutivi (-18%) hanno riscontrato contrazioni significative, ma relativamente più modeste.

Per quanto riguarda la composizione della domanda, le richieste di personale non qualificato sono maggioritarie, intercettando oltre un terzo della domanda complessiva (34,6%); seguono gli addetti al commercio (22,6%), i conduttori d’impianti (19,0%) e gli operai specializzati (12,9%). Più contenuta è la domanda di impiegati esecutivi (5,3%) e tecnici (4,9%), che insieme assorbono il rimanente 11% delle richieste. Con riferimento alle difficoltà di reperimento dei lavoratori in somministrazione, non si segnalano tensioni particolari, a eccezione di alcuni profili appartenenti ai tecnici (tecnici informatici, tecnici della produzione, tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi), agli operai specializzati (fabbri, fonditori, saldatori, montatori, manutentori, installatori attrezzature elettroniche) e ai conduttori di impianti (operatori impianti trasformazione metalli).

Nel Milanese, invece, soffre il segmento più specializzato della domanda. I tecnici, figure centrali nei processi di produzione, registrano un calo dell’83% nel quarto trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, precipitando dai massimi del 2017 ai livelli del 2015. Anche in questo caso, segnala Assolombarda, i motivi si possono individuare sia nel rallentamento economico, che ha iniziato a interessare anche l’area di Milano, Monza e Brianza, e Lodi e sia nei vincoli posti dalla nuova normativa, che rendono difficile il rinnovo dell’incarico in somministrazione e quindi finiscono per penalizzare soprattutto queste figure ad alta specializzazione.

A rendere negativo il quadro generale è anche la consistente contrazione del profilo più richiesto sulla piazza milanese: gli addetti al commercio, che nel quarto trimestre 2018 segnano un -61% nonostante il periodo natalizio che generalmente vede la massima concentrazione delle richieste di queste figure.
Risulta significativo, anche se inferiore alla media, il calo della domanda di personale non qualificato (-44% nel quarto trimestre 2018 rispetto al quarto trimestre 2017). In testa alla categoria gli addetti alle consegne, che confermano la centralità delle nuove e sempre più diffuse modalità di acquisto online.
Relativamente più contenuta la diminuzione di operai specializzati (-24%), impiegati esecutivi (-21%) e conduttori di impianti (-15%). Guardando al bilancio 2013-2018, la domanda di lavoro in somministrazione nell’area di Milano, Monza, Brianza e Lodi è quasi raddoppiata (+109%) fino al 2017; mentre nel 2018 ha subito una decisa frenata: -10 per cento.

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