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Previsioni della Bp: nel 2040 meno petrolio e più energia pulita

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Previsioni della Bp: nel 2040 meno petrolio e più energia pulita

Signori, prepariamoci al secolo dell’Asia:i prossimi vent’anni vedranno schiudersi appiano il predominio di Cina e India. Il benessere sarà più diffuso. E ci sarà uno spostamento nel settore dell’energia: più fonti rinnovabili nel mondo, a scapito soprattutto del carbone. Parola di chi, la compagnia petrolifera inglese Bp, di energia se n’intende. L’auto elettrica non sarà più una stravaganza da californiani stravaganti o una rarità da europei velleitari, bensì sarà la normalità a fianco delle auto a benzina, a gasolio o a gas. Ecco: il gas diventerà normale per far marciare le navi, che oggi bruciano un olio combustibile pesante e solforoso che pare petrolio denso e che si chiama bunker.

L’Outlook ogni anno viene diffuso dalla Bp ed è uno dei documenti di previsione e di tendenza più attesi fra gli esperti di energia.
L’edizione 2019 (sono 73 pagine di grafici e tabelle, prefazione dell’amministratore delegato del gruppo, Bob Dudley). L’analisi divide le previsioni secondo alcuni scenari, di cui uno si chiama “et” (evolving transition) e corrisponde più o meno al classico scenario “bau” (business as usual) delle analisi consuete; gli altri scenari più coraggiosi variano secondo il contesto esaminato.
Che cosa dice la Bp?

La corrente elettrica diventa verde
L’Outlook 2019 della Bp traguarda ai prossimi 20 anni e dice che le energie rinnovabili saranno la prima fonte di corrente elettrica nel mondo entro il 2040, superando il carbone.

Il ritmo a cui le rinnovabili stanno penetrando nel sistema energetico mondiale è più veloce di qualsiasi altra fonte nella storia.
Le fonti pulite al momento forniscono circa il 10% dell'elettricità su scala globale, e dovrebbero raggiungere il 20% nel 2030 per poi arrivare a sfiorare il 30% nel 2040.
Sommati insieme l’eolico, il solare e le altre fonti verdi daranno al Pianeta quasi il 30% di tutta l’elettricità consumata, cifra che in Europa arriverà al 50%.
L'andamento è inverso a quello del carbone, che dal 40% attuale scenderà sotto al 30%. Il metano sarà al 20%, poco sotto le fonti idroelettrico più nucleare.
E il petrolio? Manterrà ancora un ruolo di primo piano.

Scenari a confronto
Nello scenario “evolving transition” si presume che le azioni dei Governi del mondo procederanno in un modo e a una velocità simili a quelli del passato recente. Per questo motivo la Bp traguarda una domanda di petrolio in crescita fino al 2030, per poi diminuire.
Nello scenario di “transizione rapida” verso fonti alternative, invece, il picco massimo sarà raggiunto nei tra pochissimi anni, entro il 2025, quando già comincerà la richiesta di petrolio. La domanda di petrolio, in base a questo scenario accelerato, è stimata tra gli 80 e i 130 milioni di barili al giorno. Attualmente è intorno ai 95 milioni.
Nello scenario “et” al 2040, il contributo del petrolio tra i combustibili diminuirà solamente di una decina di punti percentuali, restando intorno all’85% del fabbisogno di combustibili complessivi, con una quota marginale per il metano, l’elettricità e i biocarburanti.

Muoversi
La diffusione delle vetture elettriche (soprattutto quelle con guida autonoma) sarà uno degli aspetti più innovativi del modo di muoversi. Ma non si facciano illusioni eccessive sulla velocità di cambiamento: cilindri e pistoni rimarranno ancora predominanti.
Nel 2040 sulle strade viaggeranno 300 milioni di auto elettriche, il 15% del parco

circolante e il 25% dei chilometri percorsi.

Il traffico marittimo scoprirà in modo definitivo il ricorso al metano liquido soprattutto per le navi di grandi dimensioni come le portacontainer che percorrono rotte oceaniche.
Gli aeroplani, sempre più comuni e sempre più fitti nei cieli del mondo, rimarranno legati ai combustibili liquidi come il cherosene.

Decarbonizzare l’energia
Per ridurre le emissioni e per sfuggire alla schiavitù delle fonti fossili la Bp rileva che, negli scenari più accelerati di conversione energetica, servirà una solida carbon tax fra i 100 e i 200 dollari per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa.
In questo modo l’intensità di carbonio della produzione di elettricità potrebbe scendere a meno di cento grammi di anidride carbonica per chilowattora.

La guerra alla plastica
I consumi più forti saranno nelle case. Interessante l’evoluzione della domanda petrolifera “esclusa la combustione”, cioè il petrolio la cui virgin naphta è destinata alla petrolchimica. Le plastiche non scenderanno anzi ne aumenterà l’uso ma — si rassereni chi ama l’ambiente — diminuiranno gli utilizzi usa-e-getta e gli sprechi.

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