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Ex Lucchini: nel trimestre produzione a 90mila tonnellate, Jindal…

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SIDERURGIA

Ex Lucchini: nel trimestre produzione a 90mila tonnellate, Jindal assicura break even entro giugno

Jsw steel stima di potere raggiungere entro giugno il break even a Piombino, anche se «il quadro economico congiunturale recessivo che si sta delineando sta rendendo l’attività di ritorno al mercato più complicata di quanto auspicato». Lo hanno comunicato gli amministratori di Aferpi ieri al Mise. La ex Lucchini produrrà in questi primi tre mesi dell’anno circa 90mila tonnellate di rotaie, barre, vergella e sfere (attraverso la controllata Gsi), con volumi crescenti da gennaio a marzo. Si prevede l’impiego di personale per circa 790 fte (full time equivalent, sono stati 571 nel 2018): 630 a gennaio , 740 a febbraio 740, un migliaio a marzo.

A oggi i tre impianti di Piombino sono attivi: il treno rotaie è ripartito lo scorso 28 agosto, il treno vergella è stato avviato il 19 novembre, mentre il treno barre ha ripreso a marciare lo scorso 21 gennaio. L’azienda ha inoltre confermato ai rappresentanti dei lavoratori e ai tecnici del Mise di avere «avviato gli studi di fattibilità», come previst0 dal business plan, per la fase due, quella legata alla ripartenza dell’area a caldo. La produzione dei laminatoi, in questi primi mesi di gestione, è stata al di sotto di quanto stimato nel business plan, ma il disallineamento è stato giustificato da Jsw con il ritardo nel closing e l’inatteso esito del bando Rfi, che ha assegnato ad Aferpi per il periodo 2019-21 solo il 40% dei volumi in appalto, pari a circa 184mila tonnellate. Nel 2018 sono stati così prodotti 14mila tonnellate di vergella, 44mila tonnellate di rotaie per un totale di 58mila tonnellate, a cui si aggiungono 9mila tonnellate di sfere di Gsi. Per quanto riguarda invece eventuali scenari futuri legati alle opportunità di mercato, è stato valutato di avviare una prova di laminazione di barre al piombo.

L’anno scorso il risultato netto aggregato è stato negativo per 1,2 milioni di euro: Aferpi ha perso mezzo milione, Piombino Logistics 300mila euro, Gsi 400mila euro. I vertici dell’azienda hanno sottolineato di avere ottenuto, fino a oggi, risultati in linea con le previsioni, anche se negativi a causa dei bassi volumi della fase di ripartenza. Il management ha messo in atto tutte le iniziative possibili per supportare questa delicata fase, anche conseguendo ricavi straordinari (attraverso dismissioni). Nel frattempo, il management ha comunicato di avere definito linee di credito per il finanziamento del capitale circolante con Unicredit per 50 milioni di euro e con Bpm per 25 milioni.

Avanza il programma delle demolizioni delle aree non operative. Jsw steel ha confermato di avere avviato i primi lavori di demolizione (già progettati), ed è stata selezionata la società di consulenza tecnica a supporto del management, alla quale è stato affidato un apposito incarico, mentre sono state identificate le società con caratteristiche idonee alla realizzazione del lavoro per la partecipazione alla gara. Sono stati condotti inoltre studi ed analisi per identificare gli impianti destinati a smontaggio per recupero, è stata definita la prima stesura del masterplan demolizioni, suddiviso per macro fasi e aree di intervento. Infine è stata avviata la gara di appalto per il primo lotto di demolizioni, sono state raccolte le prime offerte tecniche ed economiche dei potenziali fornitori e sono in corso gli allineamenti delle offerte e l’analisi delle proposte dei fornitori sulle modalità di realizzazione.

«Tutti noi presenti, anche i sindacati - ha spiegato il presidente della Regiopne Toscana, Enrico Rossi - abbiamo espresso un moderato apprezzamento
per come l’azienda sta intervenendo, per come sono ripartiti i laminatoi e per come si sta intervenendo sulle demolizioni. Rossi ha aggiunto che «non si è parlato» di possibili riduzioni del monte ore di lavoro, scenario che sta preoccupando il sindacato. «Si è rinviato - ha detto - a un tavolo col ministero del Lavoro, anzi ho già chiesto al ministero i 48 milioni per garantire la cassa integrazione nel 2019 alle due aree industriali di crisi di Piombino e Livorno». Per quanto riguarda il ritorno alla produzione d’acciaio, «abbiamo chiesto - ha detto Rossi - che ci si esprima con più chiarezza e ci è stato risposto che si sta progettando, si sta riorganizzando il layout dell’organizzazione e che presto ce lo presenteranno. Ho richiesto poi che su questo punto si svolga un incontro anche con la proprietà e il ministro Luigi Di Maio».

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