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La provincia Bolzano mette in sicurezza i fiumi

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La provincia Bolzano mette in sicurezza i fiumi

Sono iniziati da qualche giorno i lavori per la prima parte del secondo lotto di opere che, a Bressanone, creeranno un sistema di protezione dalle piene lungo il fiume Isarco a beneficio sia della popolazione che dell’ambiente. Il primo lotto è già stato ultimato, in questa fase si lavora nel tratto compreso fra ponte “Auenhausbrücke” e il ponte pedonale “Bombenbrüggele”. I lavori, che sono coordinati dall'Ufficio sistemazione bacini montani est e nord dell'Agenzia provinciale protezione civile, comportano un investimento per 1 milione di euro, e dovrebbero essere conclusi entro la metà del 2020.

Tutte le misure vengono finanziate e realizzate attraverso il programma Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) 2014 -2020. «Non solo si intende ottenere maggiore sicurezza per il tratto di fiume in caso di una piena di portata storica, ma anche contribuire all'ecologia fluviale per mezzo di un rimodellamento ecosostenibile dell'alveo dell'Isarco», afferma Rudolf Pollinger, direttore della Protezione civile. L'asse prioritario numero 4 – Territorio sicuro - del programma Fesr della Provincia autonoma di Bolzano, prevede interventi per la protezione dalle alluvioni e da rischi geologici oltre ad attività di prevenzione e monitoraggio. Con 26,2 milioni l'asse 4 non ha la dotazione più rilevante (per ricerca e innovazione, asse 1, ci sono oltre 32 milioni nel piano finanziario 2014-2020) ma «grazie alla risposta del territorio in termini di attività approvate e finanziate siamo passati dal non avere alcuna spesa certificata, alla metà del 2018, al raggiungere l'obiettivo prefissato N+3, con un grado di avanzamento che ci consente di non perdere fondi inutilizzati», spiega Peter Gamper, direttore dell'ufficio per l'integrazione europea della Provincia.

L'Agenzia provinciale per la Protezione civile è il principale beneficiario dell'asse 4 e al tempo stesso il soggetto che interviene su diversi fronti: «Ci sono lavori realizzati e in corso: Vipiteno, ad esempio, è un cantiere aperto, e qui a inizio novembre si è tenuta una riunione con la Commissione Ueuropea e l'Agenzia per la coesione, con una visita al cantiere destinato a mettere in sicurezza il centro abitato, che si trova a una quota più bassa rispetto al fiume».
Inoltre, per la sicurezza dei fiumi è stato predisposto un piano di monitoraggio, e nei periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, sono state finanziate attraverso il Fesr 14 interventi. L'ambito del monitoraggio dei corsi d'acqua in Alto Adige, vanta una lunga esperienza. Già nel 1893, all'epoca dell'Impero austro-ungarico, risultavano documentate 11 stazioni idrometriche situate lungo il corso del fiume Adige, tra Merano e Salorno. In seguito, le competenze in materia sono passate prima al Magistrato alle acque di Venezia, e successivamente, a partire dal 1976, all'Ufficio idrografico che ora fa parte dell'Agenzia provinciale per la protezione civile. Ma per garantire una base dati adeguata è fondamentale che la rete di monitoraggio delle acque superficiali venga manutenuta, migliorata e ampliata. Undici di queste stazioni di misura sono già in servizio, inclusa quella sul Rio Aurino a San Giorgio di Brunico che risale ai primi anni '80, e grazie agli interventi è stata adattata ai più moderni standard di monitoraggio dei corsi d'acqua. L'investimento effettuato a San Giorgio ammonta a 235mila euro, mentre in tutto l'Alto Adige saranno investiti circa 5 milioni.

Nei primi giorni di dicembre tecnici, amministratori ed esperti di Comuni, Provincia e gruppi di interesse si sono incontrati a Bressanone per il 13mo Forum area fluviale nell'ambito del progetto CittàPaeseFiume che accanto alla realizzazione delle opere di protezione dalle piene prevede misure a beneficio sia della popolazione che dell'ambiente e della natura, intercettando dunque altri ambiti di operatività del Fesr. Per quanto riguarda gli aspetti ecologici, sono previste diverse misure soprattutto lungo i corsi d'acqua della media Val d'Isarco: un aspetto centrale è rappresentato dalle possibilità di investimento rese possibili dai fondi di compensazione ambientale delle grandi centrali idroelettriche. Tutte le misure del progetto CittàPaeseFiume vengono finanziate e realizzate attraverso il programma Fesr 2014 -2020.
E si è concluso a novembre, dopo 2 anni di lavoro, il progetto Spatium Etsch Adige, che ha portato all'elaborazione di un piano di gestione dell'area fluviale del fiume Adige, finanziato attraverso i fondi del programma operativo 2014-2020. Il documento, oltre ad un'analisi dello stato attuale dell'area e una valutazione dei punti di forza e di debolezza, comprende una dichiarazione di intenti congiunta da parte di tutti i partner per perseguire lo sviluppo sostenibile del territorio attraverso un catalogo di 55 misure. Il piano di gestione servirà ora alle autorità e alle associazioni che hanno contribuito ad elaborarlo, come strumento di lavoro per l'attuazione coordinata degli interventi: verrà impiegato come strumento di pianificazione per la prevenzione degli effetti dei pericoli naturali, per programmare miglioramenti ambientali e per un uso oculato dell'acqua. Ciascuna delle 55 misure presentate e programmate dovrà essere attuata nei prossimi 20 anni. Al progetto hanno partecipato diversi uffici provinciali, Comuni, istituzioni e associazioni, corpi dei vigili del fuoco volontari, consorzi di bonifica e altri portatori di interesse. L'area di progetto comprende la vallata dell'Adige, da Tel a Salorno, per una superficie totale di circa 150 km quadrati, con 63 km. del fiume Adige che attraversano 23 Comuni e coinvolgono circa 243mila abitanti.

Ancora, sul fronte sicurezza nei primi mesi di quest'anno il letto dell'Isarco è stato allargato ed è stata eretta una nuova protezione degli argini. L'intervento è stato finanziato grazie ai fondi Fesr e contestualmente alla realizzazione di questo progetto, su incarico dell'Ufficio tecnico strade nord-est è stato realizzato anche il nuovo ponte di Flaines sull'Isarco. “Il ponte è ora dotato da entrambi i lati di piste ciclopedonali, per garantire la massima sicurezza possibile ai pedoni e ai ciclisti sulla principale via di collegamento fra la stazione e il centro storico” spiega il direttore dei lavori Philipp Walder, dell'Ufficio bacini montani Nord dell'Agenzia per la Protezione civile.Il nuovo ponte è più alto del precedente, così da fornire più spazio alle acque dell'Isarco in caso di piena. Il terzo lotto dell'intervento prevede la realizzazione di un sottopassaggio nelle vicinanze del nuovo ponte, per fornire a pedoni e ciclisti un collegamento sicuro fra il centro, la zona sportiva e la stazione dei treni.

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