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Maire Tecnimont entra nel green con la plastica da rigenerare

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sostenibilità

Maire Tecnimont entra nel green con la plastica da rigenerare

L’ecologia dei fatti si contrappone all’ecologia delle parole al vento. La società di ingegneria Maire Tecnimont , quotata in Borsa, ha investito per sviluppare una tecnologia di riciclo delle materie plastiche in un impianto a Bedizzole (Brescia).

L’impianto fa parte del programma verde della società milanese e viene in soccorso all’emergenza italiana del settore del riciclo che, paralizzato da incertezze normative e da una domanda modesta, si sta intasando di plastica e altri materiali che non trovano la via della rigenerazione.

Così, senza destinazione, la plastica raccolta con senso civico e impegno da imprese e cittadini riempie gli stabilimenti di riciclo oppure viene accumulata irregolarmente in capannoni abbandonati, dove spesso finisce alle fiamme.

È di ieri la nuova scoperta condotta dai carabinieri del Noe a Tortona di oltre 3mila tonnellate di spazzatura plastica accatastate in un’azienda di rigenerazione.

L’investimento della Maire Tecnimont nel Bresciano fa parte del progetto di Green Acceleration annunciato in novembre dal presidente Fabrizio Di Amato: il gruppo Maire Tecnimont attraverso la controllata NextChem entra nell’innovazione verde «con tre pilastri: l’economia circolare — spiega l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero — il Greening the Brown, cioè mitigare le ricadute ambientali della trasformazione di petrolio e gas, e il Green-Green, ovvero sviluppare additivi o sostituti del petrolio per carburanti o plastiche da fonti rinnovabili».

Il primo passo verso questo progetto, avviato con Intesa SanPaolo, riguarda l’investimento in un impianto a Bedizzole (Brescia), basato sulla tecnologia MyReplast, con efficienza di riciclo al 95%, che a regime produrrà 40mila tonnellate all’anno di plastiche da rigenerare, tra i più grandi in Europa.

L’impianto rileva una precedente attività di rigenerazione delle materie plastiche, sviluppandole secondo le messe a punto degli ingegneri della Maire Tecnimont.

Da decenni l’Italia insegna al mondo la rigenerazione della plastica anche dal punto di vista tecnologico. Linee di selezione come quelle della bergamasca Montello guidata da Roberto Sancinelli, dell’A2a a Cavaglià (Biella) o della Sri Erreplast del gruppo campano D&D, o le tecnologie della Castalia per bloccare e ricuperare le plastiche dai fiumi e dai mare, sono di scuola nel mondo e perfino i tedeschi della Tomra, leader dei macchinari per la selezione automatica dei rifiuti plastici, sono dovuti venire in Italia per imparare a usare i lettori ottici e l’aria compressa al posto delle mani guantate degli operatori alla selezione.

«Un altro piccolo ma importante segnale che sia da stimolo per molte realtà a trovare soluzioni alternative alla plastica monouso». Così ieri il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha annunciato il nuovo regolamento per i patrocini del ministero: d’ora in poi saranno patrocinati dal ministero solamente i progetti “plastic free”

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