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Rossi: “I fondi Ue attivano lo 0,5% del Pil toscano, ma…

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politiche regionali

Rossi: “I fondi Ue attivano lo 0,5% del Pil toscano, ma il codice appalti frena la spesa”

In Toscana l'attuale ciclo di fondi europei (2014-2020) ha attivato investimenti capaci di generare un aumento del Pil regionale dello 0,5 per cento, a dirlo è il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, abbiamo calcolato sul piano occupazionale un incremento di circa cinquemila nuovi posti di lavoro l'anno legato ai fondi.
Su alcuni assi, come l'innovazione tecnologica ad esempio, spiega Rossi è stato importantissimo finanziare imprese dinamiche. «Cioè non le imprese che presentavano il miglior progetto ma le imprese che dimostravano per gli anni precedenti di aver saputo fare fatturato e occupazione. Quindi imprese che già fossero in una situazione positiva, per evitare che i fondi Ue venissero utilizzati per fare un po' di Maquillage a bilanci non propriamente sani.» Le risorse sono state indirizzate non a un settore in modo particolare, «ma a tutti i settori e abbiamo deciso anche di darle indipendentemente dalla grandezza, le abbiamo date agli artigiani come alle grandi imprese.»
Tra gli ostacoli all'utilizzo dei fondi europei, continua Rossi, c'è «il codice degli appalti che ha rallentato moltissimo gli interventi che stiamo facendo con i Comuni». Il codice «ha messo in difficoltà molti comuni e molte istituzioni pubbliche».

La bocciatura da parte del parlamento europeo del vincolo alle condizioni macroeconomiche degli stati, per Rossi, «è un segnale generale della tendenza in Europa ad affrontare diversamente le politiche economiche e della volontà di superare la logica dell'austerità. Alcuni analisti sostengono che avremmo bisogno di un'Europa che investa il doppio, il triplo di quanto non investa ora, quindi se fosse rimasto il vincolo il rischio sarebbe stato che alcuni Stati avrebbero continuato ad arretrare sempre di più».
Per la programmazione del prossimo ciclo di fondi 2021-2027 la Toscana chiede all'Europa di andare nella direzione del nuovo regolamento europeo sull'economia circolare. «Mi pare che tutti diventiamo più consapevoli che questa sia la strada giusta per lo sviluppo e la crescita» bisogna «conciliare al massimo lo sviluppo con la tutela dell'ambiente, lo sviluppo con la qualità dell'aria, lo sviluppo con la salute, con la tutela dei territori. Io mi aspetto che su questo convergano risorse abbondanti in modo da stimolare l'economia in questa direzione. Questo è un po' il punto su cui noi negli incontri che faremo al comitato delle regioni ci impegneremo, vorrei anche elaborare una bozza del nuovo piano operativo regionale che sia particolarmente incentrata su questo.»

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