Economia

Siracusa, sequestrati gli impianti di Versalis e Sasol

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AREE INDUSTRIALI

Siracusa, sequestrati gli impianti di Versalis e Sasol

«Nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e in parte Melilli si registra una qualità dell'aria nettamente inferiore a quella degli altri Comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione». Si può sintetizzare in queste tre righe, scritte dai consulenti della Procura di Siracusa, l’atto di accusa che ha portato stamattina al sequestro di quattro impianti nell’area industriale aretusea compresa tra i comuni di Augusta-Priolo e Melilli nell’ambito dell’operazione denominata “No fly”.

Il provvedimento di sequestro (un decreto) emesso dal gip del Tribunale di Siracusa su richiesta della procura guidata da Fabio Scavone riguarda in particolare gli impianti di Sasol, stabilimento siciliano della multinazionale sudafricana per il quale sono stati annunciati nell’autunno dell’anno scorso investimenti per 38 milioni anche sul fronte della sostenibilità ambientale, e di Versalis che invece fa capo a Eni. Le indagini del pool di magistrati siracusani (ne fanno parte i sostituti Tommaso Pagano, Salvatore Grillo e Davide Licignani) sono state avviate sulla base di una serie di esposti e denunce: un collegio di consulenti tecnici nominati dalla Procura avrebbe accertato la natura inquinante e molesta «sotto il profilo odorigeno», delle immissioni aeree degli stabilimenti di Versalis a Priolo e di Sasol ad Augusta nonché dei depuratori Tas di Priolo Servizi Scpa di Melilli e Ias Spa di Priolo. Sono 19 gli avvisi di garanzia nei confronti di soggetti che hanno ricoperto incarichi di responsabilità nelle aziende interessate dal provvedimento di sequestro tra il gennaio del 2014 e giugno 2016, periodo nel quale sarebbero stati rilevati valori di immissioni nell’aria poi esaminati dai consulenti tecnici nominati dalla Procura .

Si tratta, come è già avvenuto in passato per i sequestri che hanno coinvolto altri impianti dell’area del petrolchimico, di un provvedimento di carattere preventivo che prevede la facoltà d’uso degli impianti e quindi la continuità d’esercizio delle unità sequestrate, previa disponibilità da parte dei gestori a produrre, entro 90 giorni, un programma attuativo per riportare nei limiti le emissioni in atmosfera; previsto anche il versamento, sempre da parte delle aziende interessate, di una garanzia fideiussoria pari al costo delle opere di adeguamento che dovranno essere completate entro un anno.

I dati raccolti dai consulenti tecnici avrebbero, in sostanza, rilevato concentrazioni stabilmente elevate nei rilevamenti effettuati nelle centraline di San Cusumano, Ciapi e Priolo centro; i consulenti avrebbero rilevato anche ripetuti picchi elevati di concentrazione di sostanze inquinanti nei rileva menti effettuati nelle centraline di Melilli, Siracusa e Augusta. Le aziende sono anche accusate di non aver utilizzato le «migliori tecniche disponibili» per evitare l'inquinamento. Per i consulenti tecnici gli elementi raccolti inducono a ritenere che «la qualità dell’aria nel territorio interessato sia fortemente degradata» e hanno anche rilevato che «nei comuni di Priolo Gargallo, Augusta e in parte Melilli si registra una qualità dell'aria nettamente inferiore a quella degli altri Comuni della provincia, avuto riguardo ai vari inquinanti presi in considerazione».

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