Economia

Allarme risorse dall’aerospazio lombardo

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INNOVAZIONE

Allarme risorse dall’aerospazio lombardo

Nel 2009 pareva un progetto velleitario. E a crederci, in effetti, erano davvero pochi. Appena cinque Pmi accanto ai campioni nazionali Alenia Aermacchi, Agusta Westland e Selex, con l’aggiunta dell’Unione Industriali di Varese. Davvero poco per poter parlare di filiera, sinergie o gioco di squadra.

A distanza di dieci anni si può dire però che la scommessa sia stata senza dubbio vinta, con il cluster lombardo dell’aerospazio, oggi forte di quasi 90 soci, ad interpretare e rappresentare in modo pieno le eccellenze del territorio, prima regione italiana per export del comparto, quasi la metà del totale nazionale.

Un percorso decennale - ha ricordato il presidente del cluster Angelo Vallerani nel corso dell’evento di celebrazione del “compleanno” - che ha portato risultati concreti: dalle 26 certificazioni e omologazioni ottenute dalle aziende alle numerose fiere internazionali gestite in squadra; dai tavoli di lavoro avviato con il prime contractor Leonardo al sostegno garantito per l’accesso ai bandi nazionali e internazionali.

Risultati raggiunti da un settore robusta, forte di 220 imprese, 16mila addetti e un giro d’affari di oltre sei miliardi, che nel 2018 finalmente vede anche una risalita decisa dell’export (+57% tra gennaio e settembre) dopo due anni di grave difficoltà.

Guardando ai recenti accordi chiusi in Campania e Piemonte Vallerani chiede però altrettanta attenzione per il territorio lombardo, impegni aggiuntivi necessari per non disperdere il know how accumulato e il patrimonio imprenditoriale e di occupazione.

«Questo - sintetizza - è un settore che non perdona: o ci sei quando partono i nuovi programmi oppure accumuli ritardi che ti bloccano per decenni. I gap non si recuperano: semplicemente non ci possiamo permettere che si aprano».

Priorità dunque non solo alle risorse regionali a sostegno dei processi di innovazione e di promozione sui mercati ma anche e soprattutto ad una politica nazionale di Paese per lo sviluppo del comparto, al pari di quella su cui possono contare paesi come Francia e Germania.

«Rilanciamo la proposta di una cabina di regia nazionale - aggiunge - per essere forti e uniti all'estero. Lo schema del Comitato Interministeriale nato per lo ‘Spazio' pensiamo debba essere replicato anche al comparto della ‘Difesa'. Di fronte alle nuove dinamiche internazionali e alle alleanze che stanno nascendo occorre ovviamente mantenere un piede in Europa, ma serve anche allargare lo sguardo in maniera sempre più convinta agli Stati Uniti».

Schema condiviso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che rassicura le imprese dal lato dei fondi: «La tutela finanziaria per questo settore - spiega - ci sarà».

Sostegno garantito anche dal prime contractor nazionale, il gruppo Leonardo, che in Lombardia acquista dalla filiera di fornitura locale 731 milioni di euro all’anno e che occupa in regione 6500 addetti.

«Crescere in modo solipsistico - spiega l’ad Alessandro Profumo - per noi è impossibile. Ecco perché credo molto nel progetto Leap 2020, una sorta di accompagnamento per sostenere e far crescere i nostri fornitori: se loro diventano più forti saremo più forti anche noi».

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