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Economia circolare: il riciclo del legno vale 1,4 miliardi e 6mila…

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manifattura e ambiente

Economia circolare: il riciclo del legno vale 1,4 miliardi e 6mila posti di lavoro

Per fare un tavolo... basta una cassetta dell’ortofrutta (o magari qualcuna di più). E un albero sopravvive, un imballaggio in meno finisce in discarica e così si completa il ciclo economico della filera del legno-arredo, una delle più all’avanguardia, tra i settori manifatturieri italiani e tra le filiere del legnoarredo europee, sul tema dell’economia circolare, ch fa ha nel recupero e riciclo i suoi assi portanti. Ogni anno in Italia vengono recuperati e avviati al riciclo oltre 2 milioni di tonnellate di legno derivanti dagli imballaggi e dalla raccolta differenziata urbana.

GUARDA IL VIDEO / La filiera del legno recuperato vale 1,4 mld di euro

Lo rileva una ricerca realizzata dal Politecnico di Milano per contto di Rilegno (il consorzio per il recupero e il riciclo basato su 400 piattaforme di raccolta private in tutto il Paese) e FederlegnoArredo, l’associazione industriale che rappresenta le aziende della filiera.

«Diversamente da quanto accade in altri Paesi – ha spiegato Giovanni Azzone, docente del Politecnico e coordinatore della ricerca – dove il legno post consumo viene prevalentemente bruciato per produrre energia, il sistema Rilegno ha consentito di rigenerare e quindi riutilizzare quasi il 30% degli imballaggi recuperati e di riciclare la parte restante, consentendo di produrre pannelli per l’arredo senza bisogno di consumare legno vergine».

In termini ambientali, questo ha determinato un risparmio nel consumo di CO2 pari a quasi un milione di tonnellate, circa il 2% della CO2 complessivamente prodotta in Italia. Un effetto ambientale importante, accompagnato dalla capacità di creare sviluppo e occupazione. L’impatto economico sulla produzione nazionale delle attività della filiera del recupero del legno post consumo è stimabile, secondo il rapporto del politecnico, in circa 1,4 miliardi di euro, mentre il contributo sull’occupazione è di quasi 6mia posti di lavoro complessivamente sostenuti in Italia.

«Come dimostra lo studio realizzato dal Politecnico di Milano, in poco più di 20 anni il sistema del recupero e del riciclo del legno ha creato una nuova economia che ha prodotto risultati importanti sia in termini ambientali, sia per la capacità di creare sviluppo e occupazione – ha commentato il presidente di Rilegno, Nicola Semeraro –. Questo sistema ha creato valore per l’intera filiera del legno-arredo, garantendo all’industria del mobile, attraverso la fornitura del pannello truciolare, un’importante quantità di materia che ha permesso di non consumare e importare legno vergine».

All’avanguardia in Europa sul fronte dell’economia circolare, come già accennato, le aziende italiane del legnoarredo hanno intrapreso due diversi percorsi di sviluppo per quanto riguarda la sostenibilità, spiegano da FederlegnoArredo: il primo sul design e sulla progettazione, scommettendo su prodotti sempre più eco-compatibili, utilizzando e ricercando materiali riciclati, riciclabili e con il minore impatto ambientale possibile. Il secondo riguarda invece le aziende e le fasi produttive, attraverso ad esempio l’uso di energie rinnovabili per le attività oppure lo smaltimento dei rifiuti in modo da agevolarne il recupero. «La filiera italiana è tra le più avanzate al mondo per percentuali di riciclo – commenta il presidente Fla, Emanuele Orsini –. Oltre il 95% del legno raccolto viene riciclato all’interno della filiera: i pannelli sono costituiti quasi totalmente da legno recuperato».

Ma parlare di economia circolare per il settore significa anche guardare ai tanti materiali innovativi, e riciclati: «La forte spinta verso una circolarità dell’economia e il costante investimento in ricerca e sviluppo stanno aprendo nuove frontiere che consentono di pensare e ripensare i prodotti in maniera diversa, fin dalla loro progettazione», aggiunge Orsini, ricordando che maggiore innovazione si traduce in maggiore competitività. Ma per sostenere davvero il passaggio verso un modello economico pienamente circolare, «occorrono interventi importanti sulla fiscalità che incentivino realmente le imprese al cambiamento», chiosa il presidente Fla.

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