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Vodafone, 1.130 esuberi e bacchettata dell’Antitrust sulla fibra

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Vodafone, 1.130 esuberi e bacchettata dell’Antitrust sulla fibra

Imagoeconomica
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Giornata da dimenticare per Vodafone Italia che sull’asse sindacale-Antitrust si trova a gestire due situazioni ben poco piacevoli: una maxiristrutturazione con 1.130 esuberi (il 15% della forza lavoro in Italia) di cui la telco ha iniziato a parlare con le organizzazioni sindacali e la bacchettata dell’Antitrust che – come fatto la settimana scorsa con Tim, Fastweb e Wind Tre – punta l’indice sulla compagnia telefonica guidata da Aldo Bisio accusandola di proseguire nelle pratiche commerciali scorrette per pubblicizzare la propria offerta in fibra: accusa che lo scorso anno ha portato a una multa per 4.6 milioni di euro per la compagnia (4,8 per Tim, 4,2 per Wind Tre e 4,4 per Fastweb) .

Per questa fattispecie l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha avviato un procedimento sanzionatorio da concludersi entro 120 giorni con una Vodafone che dovrà dunque difendersi dall’accusa di aver omesso nei suoi spot e messaggi «adeguati richiami che, a fronte del permanere di claim enfatici sulle prestazioni dei servizi di connettività basati sulla “fibra”, informino il consumatore di possibili limitazioni tecnologiche o geografiche». Il rischio sanzione è compreso fra 10mila euro e 5 milioni.

Per Vodafone si è però ora aperto un fronte sindacale non da poco, con la previsione di 1.130 esuberi nel nuovo piano industriale presentato ai sindacati. In una nota l’azienda ha fatto sapere di voler avviare comunque un confronto con le parti sociali che si augura prosegua «in modo costruttivo con l'obiettivo e l'impegno reciproco di individuare quanto prima soluzioni sostenibili per le persone e per l’impresa».

Il confronto con il sindacato è partito e i prossimi incontri sono previsti per il 20 e 21 marzo. A pesare, chiarisce l’azienda è «la strutturale trasformazione del mercato e il drastico calo dei prezzi per la straordinaria pressione competitiva, in particolare nel segmento mobile, hanno portato ad una forte contrazione di tutto il settore delle telecomunicazioni». Anche per Vodafone l’effetto combinato di questi fattori ha comportato nell'ultimo anno «una sensibile riduzione» di fatturato e margini. In questo quadro «la spinta verso modelli di business più agili e digitali rende necessaria una revisione dell’organizzazione e una radicale semplificazione del modello operativo per continuare ad investire, garantire la sostenibilità futura e tornare a crescere».

I sindacati per ora prendono atto, ma sembrano mostrare fiducia sul prosieguo della trattativa: «Credo – spiega Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil – che in forza degli accordi fatti con l'azienda non ci sia spazio per immaginare degli esuberi, siamo disponibili a mettere in piedi programmi di efficientamento, riconversione professionale, abbiamo tutti gli strumenti». L’importante, dice il sindacalista, è che non si proceda «con atti unilaterali o traumatici». «Ora – aggiunge Alessandro Faraoni (Fistel Cisl) organizzeremo dunque le assemblee con i lavoratori e ci confronteremo con loro per portare le nostre proposte al tavolo con l'azienda».

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