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Robot collaborativi, big data e droni: così il 5G di Vodafone…

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FABBRICHE INTELLIGENTI

Robot collaborativi, big data e droni: così il 5G di Vodafone rivoluziona l’industria italiana

Tecnologie più fluide, affidabili, veloci e fruibili. In uno slogan: più 4.0 per tutti. È questa la promessa della rivoluzione 5G, tecnologia che si prepara a diventare un fattore abilitante per numerose applicazioni industriali nelle fabbriche intelligenti italiane.

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Ne è convinta in primis Vodafone, che in questi mesi sta curando una sperimentazione su diversi use cases a Milano (in collaborazione con il Mise). Sedici applicazioni sono visibili in questi giorni, nell’ambito della Milano digital week. «La tecnologia 5G può favorire un balzo tecnologico per l'industria italiana - spiega Sabrina Baggioni 5G program director di Vodafone Italia: richiede interventi meno invasivi sugli impianti e quindi abbassa la soglia di accesso, o di scalabilità, degli investimenti in 4.0». La tecnologia diventa più democratica e anche le Pmi possono scommettere sulla digitalizzazione. «Non c’è più bisogno di cablare l’intero stabilimento, ma è sufficiente installare i sensori necessari» prosegue Baggioni. Inoltre il 5G è più «intelligente»: si possono superare «i vincoli di capacità di calcolo dei device e dei robot, gestendo l’intelligenza della soluzione all’edge della rete o, se necessario, in un edge dedicato all’interno dell’impresa, con potenzialità di elaborazione pressoché infinite». Un vantaggio che apre prospettive concrete anche per la manutenzione predittiva: il rischio del fermo macchina, grazie all’accresciuta capacità elaborativa del sistema, può diventare un ricordo.

Vodafone ha presentato al pubblico (sono fruibili da ieri fino a stasera nel Campus del Politecnico) quattro soluzioni 5G applicate a processi industriali realizzate con i propri partner. Il primo use case (sviluppato da Vodafone, Politecnico e Huawei) è una soluzione di gestione avanzata dei processi su un impianto produttivo basata su machine learning e artificial intelligence, che permette di individuare possibili criticità con l’analisi dei segnali raccolti e la riconfigurazione della linea di produzione in tempo reale. La soluzione prevede l’impiego di un set di sensori intelligenti che abilitano una connected factory: i segnali provenienti dai sensori vengono inviati via rete 5G ed elaborati su edge cloud utilizzando algoritmi di machine learning e una rete neurale opportunamente istruita per riconoscere la corretta esecuzione delle lavorazioni dei prodotti ed intervenire su potenziali guasti sulla linea.

La rivoluzione del 5G

L’obiettivo, in sintesi, è sperimentare algoritmi più sofisticati di manutenzione preventiva e predittiva residenti sull’edge cloud. Una piccola linea è stata allestita a scopo divulgativo nel Campus in Bovisa. «Elaborare questa massa di dati in locale è impossibile - spiega Giacomo Tavola, referente tecnico dell'Industry 4.0 Lab del Politecnico-. Inoltre, grazie al 5G, abbiamo potuto abilitare questa macchina senza toccare una vite o cambiare una riga dei codici. Per chi intende implementare il 4.0 partendo dal brown field questa è una rivoluzione».

Vodafone, Politecnico, Huawei e Italdron hanno invece sviluppato un drone per ispezioni industriali e infrastrutturali che permette in remoto di acquisire immagini video e decidere in tempo reale eventuali interventi, soluzione oggi non praticabile a causa della larga banda necessaria. La capacità elaborativa residente su edge computing permette la ricostruzione del modello 3D in tempi molto brevi e di effettuare più ispezioni e voli nella stessa giornata esclusivamente nelle aree di interesse.

In mostra anche soluzioni innovative di robotica collaborativa (grazie a e-Novia e Abb) che sfruttano algoritmi in grado di riconoscere e prevedere le azioni dell’operatore. Il robot sceglie di conseguenza quali fasi della lavorazione effettuare: grazie agli algoritmi e alla connessione ultraveloce del 5G il robot collaborativo è in grado di modificare il proprio ciclo di lavoro e di adattarsi dinamicamente all’operatore. Il 5G in questo caso massimizza flessibilità e produttività dell’impianto, con benefici anche per l’ergonomia e la sicurezza dell’operatore.

Infine, Vodafone (con Huawei e Altra Italia) ha mostrato una soluzione di realtà aumentata in ambito industriale che permette videochiamate in remoto e supporto real time nell’ambito della manutenzione a distanza. L’architettura 5G consente di realizzare un sistema di realtà aumentata industriale spostando la capacità computazionale su server dedicati, rendendo l’applicazione sicura, affidabile e robusta. «Ci aspettiamo - conclude Baggioni - che queste soluzioni possano essere disponibili in maniera diffusa già nel 2020. Il 5G rende necessario un cambiamento dell’intero ecosistema che dovrà adottare modelli operativi e di business collaborativi e di open innovation».

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